La teca del Meier è stata inaugurata ad aprile, ma l'aria condizionata non è mai stata attivata e una parte dei cantieri è ancora aperta ROMA. Brutta sorpresa ieri mattina peri turisti in visita al museo dell'Ara Pacis. I lavoratori del sito si sono rifiutati di prendere servizio perché all'interno della contestatissima teca del Meier la temperatura ha toccato i 32 gradi. Così la struttura è rimasta chiusa. Durante la giornata, poi, si è atteso l'allaccio dell'aria condizionata, che dal giorno dell'inaugurazione (il 21 aprile) non è mai stata attivata. La "serrata" di ieri arriva all'apice del'esasperazione di custodi, addetti alla biglietteria e restauratori, che da settimane, nell'indifferenza dell'amministrazione comunale, denunciano le condizioni difficili nelle quali lavorano. Infatti, oltre che dalle temperature insostenibili, la vivibilità del museo è messa a rischio dal fatto che parte dei cantieri intorno alla teca è ancora aperta, con problemi di sicurezza e igiene. In particolare i lavoratori hanno lanciato un allarme topi, la cui presenza è favorita dalla vicinanza del Tevere ed è stata segnalata da un metro-notte. E la responsabilità è tutta «della sovraintendenza e del Comune di Roma» secondo la denuncia non dell'opposizione in Aula Giulio Cesare, ma della CgiL «Il problema spiega Donatella Onofri, della segreteria della funzione pubblica della Cgil di Roma e del Lazio è quello di un'apertura affrettata non in condizioni di sicurezza e agibilità». A quasi tre mesi dall'inaugurazione della struttura al pubblico, insomma, le colpe politico-amministrative legate all'opera dell'architetto americano Richard Meier tornano in primo piano. La costruzione della teca fu voluta dall'allora sindaco (oggi ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, che l'assegnò a Meier senza un bando pubblico. Walter Veltroni l'ha difesa a spada tratta, nonostante le numerose critiche all'estetica dell'opera, alla sua compatibilità con l'area nella quale si inseriva e, non ultime, alla levitazione dei costi per la sua realizzazione. Dopo anni di lavori, ritardi nella consegna, e spese decuplicate, il monumento quest'anno è stato inaugurato giusto in tempo per l'awio della campagna elettorale per le comunali. A quanto pare, però, sarebbe stato meglio aspettare che fossero terminati almeno i lavori per garantire gli standard minimi di sicurezza e benessere. «Si tratta di un sito importante commenta ancora Onofri bisogna fare in modo che se ne possa godere in condizioni di garanzia per tutti, personale evisitatoti». L'altra faccia delle medaglia di questa storia, infatti, sono proprio i turisti, costretti ad ammirare l'Ara Pacis nel tempo più breve possibile a causa del caldo all'interno della teca. «La cultura della sicurezza sui posti di lavoro commenta Luca Malcotti, consigliere comunale di An e segretario dell'UgI di Roma e del Lazio comincia dall'attenzione a garantire ai lavoratori condizioni ambientali decenti. Insomma conclude Malcotti in questo caso chiediamo a Veltroni di rispettare almeno la norma elementare secondo la quale non bisogna tenere fonti di calore vicino le pompe di benzina».
Serrata all'Ara Pacis: troppo caldo e il personale si rifiuta di aprire
La teca del Meier, inaugurata ad aprile, è stata chiusa a causa della temperatura estiva all'interno della struttura, che ha raggiunto i 32 gradi. I lavoratori si sono rifiutati di lavorare a causa delle condizioni difficili. La teca è stata chiusa anche a causa della presenza di topi, che sono stati segnalati da un metro-notte. La responsabilità è attribuita alla sovraintendenza e al Comune di Roma. I lavoratori hanno denunciato le condizioni difficili e la mancanza di attenzione alle norme di sicurezza e igiene. La Cgil ha lanciato un allarme per l'apertura affrettata della struttura senza condizioni di sicurezza e agibilità.
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