Con il nome extra-large di «Comitato di vigilanza sull'ornamento e l'estetica urbana» l'assessore Vittorio Sgarbi sta per far rinascere a Milano la «rimpianta» (da alcuni) ottocentesca Commissione d'ornato. Era, quest'ultima, un comitato che valutava l'estetica dei progetti architettonici dandone una valutazione prima della realizzazione. Molti dei progetti valutati sono ancora consultabili nel fondo «Ornato fabbriche» della Biblioteca Trivulziana. Oggi pomeriggio Sgarbi, «d'accordo con i colleghi Cadeo e Simini», vorrebbe istituire il nuovo comitato, di cui potrebbero far par te architetti come Roberto Peregalli e Marco Romano, pittori ed esperti. Il compito? Semplice (per Sgarbi): «Evitare che si realizzino nuovi aghi e fili. Perché Milano è una città che ha, ad esem pio, splendidi cortili alterni e non ha bisogno di pubbllche brutture in piazza». Uno dei primi compiti del comitato, tuttavia, potrebbe essere quello di formare un sotto-comitato per valutare quale intenento realizzare alla Sala delle Cariatidi. «La Sovrintendenza condurrà e finanzierà l'intervento, ma il Comune, come proprietario dell'immobile, deve poter dire la sua voce». La voce di Sgarbi è per «un rifacimento totale della sala, perché ormai in gran parte alterata dagli interventi del Dopoguerra». Nel »Comitato-Cariatidi» (speriamo abbia un altro nome), oltre al direttore regionale per i Beni Culturali Carla Di Francesco e il sovrintendente Alberto Artioli, Sgarbi vorrebbe far sedere il presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, e Roberto Peregalli.