La fontana di piazza Pretoria circondata dai palazzi del potere, la maestosità della Cattedrale arabo-normanna nel cuore della città vecchia, l'incanto di Villa Niscemi che si staglia nel verde della Favorita, i tetti di una città che continua a convivere tra miseria e antichi splendori. E poi i giardini della Zisa, il cortile del complesso monumentale di Sant'Anna recentemente restaurato, le piazze e i teatri più importanti, dal Politeama al Massimo. Per la prima volta a Palermo, il fotoreporter francese di fama in-ternazionale Yann Arthus-Bertrand ha sorvolato la città in elicottero, fortemente motivato a scoprire gli angoli più nascosti o tristemente noti del Sud dell'Italia e in particolare della nostra Isola. Ha cercato, nonostante le condizioni atmosferiche non fossero per lui ottimali, di immortalare alcuni quadri di Palermo con la cura e la precisione artistica che lo caratterizzano. E, forse con un pizzico di civetteria, ha impresso nella pellicola anche "La terra vista dal cielo", la sua esposizione a cielo aperto, inaugurata ad aprile nello spazio antistante il teatro Politeama è ancora accessibile gratuitamente, 24 ore su 24, fino al 16 luglio. L'evento arrivato nel capoluogo siciliano dopo allestimenti in tutto il mondo e l'unica tappa italiana di Milano, ha richiamato l'interesse di moltissimi visitatori creando in Piazza Ruggero Settimo una sorta di happening artistico-culturale in continua trasformazione. In questi anni la mostra ha raccolto nelle principali città oltre 60 milioni di visitatori in 55 Paesi di cinque continenti: Parigi, New York, Londra, Vienna, Berlino, Varsavia, Budapest, Amsterdam, Oslo, Copenhagen, Stoccolma, Helsinki, Reykiavik, Ginevra, Zurigo, Barcellona, Madrid, Siviglia, Lisbona, Beirut, Tokyo, Osaka, Singapore, Seul, Djeddah, Santiago, Montreal, Città del Messico, Guadalajara, Caracas, Buenos Aires, San Paolo, Ankara, Chicago, Melbourne. Gli scatti palermitani, donati da Arthus-Bertrand al Comune, non sono stati inseriti nell'attuale esposizione per motivi logistici, ma probabilmente viaggeranno con "La terra vista dal cielo" nel resto del mondo, insieme ai tulipani dei Paesi Bassi, ai rifiuti di Città del Messico, alle distese di sabbia del Venezuela, alle carovane dei profughi sudanesi, ai fenicotteri rosa del Kenya e ai tappeti del Marocco. «Una città dall'alto è quasi un'altra città sostiene Bertrand per questo le immagini su Palermo possono sorprendere per un istante anche gli abitanti che la conoscono a menadito». Il fotoreporter inizia il viaggio in elicottero proprio dalla sua mostra, si sofferma sulle persone, sul gigantesco planisfero cal-pestabile di 6 metri per 12 e sul padiglione che ospita un centro d'informazione sullo sviluppo sostenibile e il bookshop, in cui è possibile assistere al video sul progetto del fotografo. Al centro i 120 pannelli di 180 per 120 cen-timetri che accolgono le fotografie. Successivamente focalizza lo sguardo sulla facciata frontale del Politeama, lasciando respiro all'esposizione. Altri luoghi che ha voluto assolutamente "vedere dall'alto" sono stati la Cattedrale, la fontana di Piazza Pretoria con un'attenzione rivolta anche ai Quattro Canti e a Palazzo delle Aquile. Bertrand che ha iniziato la professione di fotografo spinto dall'amore per la natura, ha voluto realizzare alcuni scatti sul Parco della Favorita, in alcuni dei quali appare anche Villa Niscemi in tutta la sua bellezza. Per concludere l'itinerario ha ripreso il complesso di Sant'Anna e ha raggiunto alle spalle il palazzo della Zisa per inquadrarne i giardini recentemente restaurati e restituiti alla città. La mostra "La terra vista dal cielo" segue il successo dell'omonimo libro tradotto in 24 lingue e diventato oggi con i suoi tre milioni di copie il manuale di fotografia più venduto al mondo. Le pubblicazioni di Bertand, oltre 75, promuovono la salvaguardia del pianeta, delle risorse naturali e umane, ma soprattutto cercano di porre un freno ai disastri dell'uomo e di sensibilizzare la comunità nei confronti dei Paesi più poveri o devastati dalla guerra e da calamità naturali: «II mio lavoro vuole sensibilizzare la gente nei confronti dei problemi della terra e dell'ambiente. Non penso che si possa essere del tutto ottimisti o pessimisti sul mondo e sulle possibilità della pace. Penso sia importante parlarne. Ogni giornalista ha la responsabilità di parlare e far parlare. Io sono un fotografo e ho responsabilità, come tutti i giornalisti. Ogni persona ha una sua parte di responsabilità e deve fare della sua vita un esempio». Palermo ha rappresentato per Bertrand la possibilità di entrare in contatto con una terra in cui le bellezze naturali e artistiche si scontrano con evidenti disagi sociali, con una nuova povertà che racconta molto bene non soltanto il divario fra il Nord e il Sud dell'Italia, ma anche fra il Nord e il Sud del mondo. Adesso il respiro internazionale di un progetto come "La terra vista dal cielo" ha investito anche Palermo che potrà viaggiare nel mondo con i suoi paesaggi, i suoi luoghi e la sua cultura.