Dibattito nella sala consiliare, promosso dalla Lista Emiliano. Ma ora serve un archivio digitale Comune e Università insieme per salvare il patrimonio delle antiche dimore Restituiamo alle ville e ai giardini il loro antico splendore. È questo l'obiettivo che ha animato l'incontro pubblico svoltosi ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune sul tema «Le ville storiche, la memoria storica di Bari». «Dobbiamo riaffacciarci a vedere le bellezze della nostra città volgendo lo sguardo oltre il mare - ha esordito Maria Maugeri, assessore comunale all'Ambiente e Sviluppo Sostenibile - intraprendendo un percorso che ci porterà a valorizzare queste bellezze incastrate nel cemento». La Maugeri si è detta felice di aver accolto le sollecitazioni del capogruppo della Lista Emiliano, Cesare Veronico, rivolte all'allargamento del vincolo architettonico, che porterebbe ad una più ampia fruizione sia delle dimore di pregio che del verde che ne è parte integrante. Il dibattito, moderato da Veronico, è cominciato con l'intervento di Michela Tocci, storica dell'arte, coordinatrice della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Bari e Foggia, la quale ha tracciato il profilo storico-evolutivo delle dimore storiche di Bari e della Puglia, a partire dalle differenze che esistono tra le tipologie architettoniche delle nostre ville e quelle presenti in altre regioni. Differenze dovute principalmente alla tardiva diffusione di questo tipo di abitazioni nella nostra regione, che fino alla fine del '700 preferiva le masserie fortificate e i frutteti rispetto ai giardini ornamentali. La situazione cambiò quando a Bari arrivarono gli investitori stranieri e la "villa" diventò uno status-symbol di una nuova ricchezza. È stato invece improntato alla promozione della nascita di un archivio digitale delle ville storiche, l'intervento di Franco De Mattia, ordinario di Disegno dell'Architettura del Politecnico di Bari. «La digitalizzazione - ha detto De Mattia - è necessaria per costruire un sito internet nel quale inserire i dati ora raccolti su materiali cartacei, in modo che la memoria storica di Bari sia alla portata del maggior numero di persone». Un virtuoso esempio di recupero è quello di Villa Maria, al campus universitario, sotto la direzione di Vittorio Marzi, presidente dell'Accademia Pugliese delle Scienze. Marzi ha illustrato le linee guida degli interventi di recupero sia dell'aria abitativa, che oggi è destinata alla didattica, sia del giardino. L'ottimo risultato è stato ottenuto grazie alla collaborazione tra amministrazione pubblica e università, ed è proprio questo genere di collaborazioni che bisogna promuovere. «Il segreto per riuscire nei nostri intenti - ha spiegato il direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Ruggero Martines - è quello di riflettere sul significato originario della parola "politica" che richiama la collettività ad assumersi le proprie responsabilità, facendosi anche carico di una quota parte d'aiuto per questi recuperi». «Intanto appuntamento al 25 luglio quando verrà inaugurata Villa Frammarino - ha concluso Maria Maugeri - che diventa Centro di documentazione sulla natura».