I carri e i cavalli del corteo per le nozze di Teti con Peleo, i genitori di Achille, si stagliano netti sul rosso della terracotta: nel bel mezzo della nuova sala 11, fra le altre ceramiche attiche, troneggia lo straordinario Vaso François, il grande cratere a figure nere fatto da Ergotimos e dipinto da Kleitias intorno al 570 a.C. e ritrovato dalle parti di Chiusi. Riapre domani al pubblico, con un allestimento rinnovato, il secondo piano del Palazzo della Crocetta che fa parte del complesso del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Trovano qui finalmente posto più di 500 reperti che erano nei depositi da tempi quasi immemorabili, e fra questi i buccheri e le ceramiche etrusche. È Carlotta Cianferoni ad illustrare con passione il percorso che si snoda attraverso 17 sale: da l'età del ferro ai bronzi tardo antichi e rinascimentali «armonizzando gli straordinari reperti delle collezioni mediceo-granducali con i tanti pezzi acquisiti da Luigi Adriano Milani, primo direttore del Museo». «Il nostro è un museo particolare - dice ancora Cianferoni - per esempio è ricco di reperti italiani ma non etruschi, né romani, né greci, come delle diverse culture mediterranee. Fu Milani a fare molte acquisizioni in questa direzione ».Ed ecco infatti, nella sala 6, un gruppo di straordinari bronzi sardi solo per fare un esempio, o molti reperti provenienti dall'Asia Minore, dalla Grecia, da Cipro ecc. Da segnalare la sala 3 con i materiali ritrovati alla fine dell'800 negli scavi di Pescia Romana, il bellissimo sarcofago in terracotta di Tuscania nella sala 5 dedicata all'ellenismo etrusco, e nella 7 i reperti della Magna Grecia; nella 8 sarà collocato il "sarcofago delle amazzoni" appena restaurato. Inizia nella sala 10 il percorso che, fino alla sala 17, mostra i reperti provenienti dal mondo greco: dalle Cicladi e Cipro, alle ceramiche attiche, alle statue in marmo e bronzo (lo straordinario "Torso di Livorno"). Per le "Notti dell'archeologia", sabato prossimo, il giardino del museo sarà aperto fino alle 24.