II Centro di conservazione e restauro dei beni culturali di Torino La Venaria Reale, terzo polo universitario italiano del settore, si apre a un rapporto di collaborazione con le imprese artigiane. E stato siglato ieri, infatti, un protocollo d'intesa sottoscritto presso la Reggia di Venaria, fra il presidente Carlo Callieri e i presidenti regionali di Cna (Sebastiano Consentino), Confartigianato (Mario Giuliano) e CasArtigiani (Ulderico Carboni), alla presenza di Marco Cavaletto, direttore artigianato e commercio, in rappresentanza dell'assessorato alle attività produttive della regione Piemonte. In Piemonte le imprese interessate al settore del restauro nelle sue varie articolazioni sono quasi 1.500 e occupano oltre 3 mila addetti. Questa, fanno notare i firmatari dell'accordo, è la prima esperienza che viene realizzata in campo nazionale e che qualifica il Piemonte come regione pilota per tutte le altre realtà territoriali del paese in merito allo sviluppo delle imprese artigiane del settore artistico tradizionale. «Alla base dell'accordo c'è l'incontro di vocazioni e missioni molto vicine tra di loro», commenta Carlo Callieri, presidente del Centro di restauro. «Il Centro, infatti, mira alla qualificazione delle categorie professionali legate al mondo del restauro attraverso l'organizzazione e la gestione di una scuola per l'alta formazione dei restauratori di beni culturali e allo sviluppo economico del territorio che la ospita». Soddisfazione anche tra le imprese artigiane. «Cna, Confartigianato e CasArtigiani del Piemonte», dichiara Mario Giuliano, presidente del comitato di coordinamento delle confederazioni artigiane, «hanno come obiettivo la difesa e la divulgazione del valore culturale delle attività artigianali artistiche e tipiche, la promozione sul mercato nazionale ed internazionale delle imprese, la nascita di nuove attività e l'accesso per le imprese alle attività di ricerca e analisi svolte nei laboratori scientifici. Questo accordo consente di perseguire tali obiettivi». Diversi i punti qualificanti il protocollo d'intesa: la costituzione di un tavolo permanente per concertare politiche e programmi di crescita del territorio e delle imprese legate alla tradizione delle manifatture e dei mestieri reali; la fruizione, da parte delle imprese, dei laboratori scientifici e di restauro della Fondazione; l'utilizzazione delle professionalità presenti nelle Confederazioni artigiane relativamente ai temi di gestione della professione e dell'impresa (fiscalità, marketing, risorse umane, comunicazione), della conoscenza dei problemi ambientali e della sicurezza nei luoghi di lavoro. E ancora: la valorizzazione di docenti e testimoni dell'eccellenza artigiana per la scuola di alta formazione e studio; la promozione dell'organizzazione di attività e corsi di formazione professionale per le figure complementari al restauro e l'attivazione di stage e tirocini professionalizzanti.