San Giacomo. Il comitato di Villanova si allea con Fai e Banca Intesa nella nuova campagna per salvare il monastero VITTORIO VENETO. Continua la mobilitazione per salvare il monastero di San Giacomo (in foto) dalla palestra. Il comitato popolare, con a capo Gigi Villanova, ha presentato un ricorso straordinario al presidente Napolitano. Da parte del Fondo per l'Ambiente (Fai) e della Banca Intesa partirà una raccolta di firme, almeno 5 mila. Oggi il Tar discuterà la richiesta di sospensiva (dell'attuazione della delibera regionale) avanzata dalla procura del monastero. Fibrillazione ai piani alti di piazza del Popolo per il monastero di San Giacomo. Mentre il sindaco Giancarlo Scotta ha visionato gli ultimi dettagli del progetto della palestra seminterrata predisposto dall'architetto svizzero Snozzi, i tecnici comunali sono indaffarati a predisporre il dossier di accompagnamento a Roma del ricorso al Capo dello Stato contro la stessa palestra. E' il secondo che Luigi Villanova e i suoi collaboratori fanno recapitare al Quirinale. Il primo per Ciampi. Quello che viene confezionato in questi giorni è diretto a Napolitano. Vi sono citati i cinque siti alternativi ai campi vicino al monastero in cui l'impianto sportivo potrebbe trovar spazio. L'intervento di Napolitano potrebbe materializzarsi nel momento - ormai prossimo - in cui la Soprintendenza di Venezia si troverà a esaminare il progetto che il sindaco sta per far avere all'architetto Guglielmo Monti. Ma è proprio per questo che lo stesso comitato di Villanova ha intrappreso un'altra iniziativa. Collaborerà con la segreteria provinciale del Fai e con gli sportelli di Banca Intesa affinché almeno 5 mila trevigiani (ma non solo) sottoscrivano la cartolina che riporta lo slogan: «Salviamo il luogo del cuore». Il Fai ha puntato sul monastero tutta la sua attenzione, tanto da essere intervenuto anche al Ministero dei beni culturali. Le cartoline sono già a disposizione nell'istituto bancario e il comitato ha annunciato che le diffonderà a tappeto in tutta la Marca. Oggi è atteso il pronunciamento del Tar sulla richiesta di sospensione presentata dai legali del monastero. Gli avvocati Costa e Cadalt hanno chiesto al tribunale amministrativo che non venga dato corso a quanto previsto dalla delibera regionale che, seppur imponendo determinati vincoli, da il via libera al cantiere della palestra. Il provvedimento non sarà determinante, perché ancora lunga è la procedura tecnico-burocratica prima dell'attivazione del cantiere. La Soprintendenza deve esaminare il progetto Snozzi e i tempi non saranno brevi. Per settembre è in preparazione un convegno al quale dovrebbero partecipare il ministro
(Vittorio Veneto) Appello a Napolitano contro la palestra delle suore. Cinquemila firme per fermare il progetto Snozzi
Il comitato di Villanova si allea con Fai e Banca Intesa per salvare il monastero VITTORIO VENETO. Il comitato ha presentato un ricorso straordinario al presidente Napolitano e il Fondo per l'Ambiente (Fai) e la Banca Intesa partiranno una raccolta di firme per salvare il monastero. Oggi il Tar discuterà la richiesta di sospensiva avanzata dalla procura del monastero. Il sindaco Giancarlo Scotta ha visionato gli ultimi dettagli del progetto della palestra seminterrata predisposto dall'architetto Snozzi. I tecnici comunali stanno preparando il dossier di accompagnamento a Roma del ricorso al Capo dello Stato contro la stessa palestra.
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