MILANO - Una stretta ai contratti di collaborazione nella Pa, tagli meno profondi alle provvidenze per l'editoria (per i quali, però, non si attenuano le preoccupazioni), l'addio alla possibilità di restare in servizio fino a 70 anni. Queste alcune delle novità che spuntano nella versione "rimodellata" del decreto legge con la manovra correttiva. Ma si tratta di un testo in continua evoluzione. Ieri sera, per esempio, Francesco Rutelli ha chiarito che la tassa sulle dimore storiche «non può esserci e per quanto mi riguarda non c'è perché non è mai stata discussa con il ministro dei Beni culturali». La norma al momento non è ancora emendata, ma con tutta probabilità lo sarà. Anche perché in caso contrario si creerebbero problemi nella maggioranza. Insomma: il testo potrebbe continuare a cambiare, in attesa che la pubblicazione in «Gazzetta» ne cristallizzi la versione finale. Ma vediamo le novità della seconda variante del decreto. Nel Capo II del Titolo II, dedicato agli interventi per il sostegno delle famiglie, scompaiono i sei articoli originali e ne compare uno nuovo, con l'istituzione di tre fondi destinati alla tutela della famiglia, a favore dei giovani e delle attività sportive e per le pari opportunità. Nei tre commi che compongono il nuovo articolo vengono stanziati 3 milioni di euro nel 2006 (che diventano 10 dal 2007) per ciascuno dei tre fondi, tutti istituiti a Palazzo Chigi. Nel Capo III del Titolo II sul contenimento della spesa pubblica, i tagli alle provvidenze per l'editoria diventano meno ampi (legge 6787 e tabella C della Finanziaria 2006). Nella vecchia versione, infatti, la riduzione era di 80 milioni annui dal 2006, ora si scende a un milione nel 2006 e a 50 milioni dal 2007. Arriva però una sforbiciata (39 milioni di euro nel 2006) alla dote legata al servizio nazionale della protezione civile (legge 22592). Nel nuovo testo compare anche una stretta sui contratti di collaborazione della Pa, con criteri più restrittivi. La prestazione dev'essere di natura temporanea e altamente qualificata con la determinazione preventiva di durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. E bisogna aver accertato «l'impossibilità oggettiva» di utilizzare le risorse umane interne. Sulla stessa lunghezza d'onda altre due novità: l'eliminazione della possibilità di trattenere in servizio dipendenti pubblici fino al compimento del settantesimo anno di età «in quanto produttiva di gravi disfunzioni operative e maggiori costi spiega la relazione tecnica per la più elevata retribuzione da corrispondere al dipendente "trattenuto" rispetto ad un nuovo assunto». Inoltre vengono equiparati i limiti di età per il pensionamento dei dirigenti pubblici. Nell'articolo 37 sul «recupero della base imponibile», infine, scompare il comma che prevedeva che le deduzioni per oneri di famiglia per l'Irpef non rilevassero per i non residenti.