Ecco il progetto che ha vinto il concorso internazionale. Previste tre piste ciclabili e orti botanici Giochi d'acqua nei quali si specchiano gli elementi di archeologia industriale dell'acciaieria che fu. E poi, accanto alle vasche, ai laghetti, ai ponticelli, ecco due orti botanici, un roseto e un giardino di piante domestiche, tra piste ciclabili e un boschetto. Così si svilupperà il parco urbano della nuova Bagnoli che deve nascere nei suoli dell'ex Italsider (circa 120 ettari) e sulla spiaggia (altri 30 ettari), secondo il disegno del raggruppamento angloitaliano di professionisti capitanato dall'architetto Francesco Cellini che si è aggiudicato il concorso internazionale di progettazione preliminare indetto da Bagnolifutura. La scelta passerà ora al vaglio del Consiglio d'amministrazione della società di trasformazione urbana riunito per mercoledì 19. Qualora venga ratificata, ci saranno tre mesi di tempo per il progetto definitivo: tempo di realizzazione un anno e mezzo, costo previsto per le opere divise in cinque lotti tra i 60 e i 70 milioni di euro. Intenso il lavoro della commissione aggiudicatrice presieduta dal professor Vittorio Gregotti, anche alla luce della complessità di un appalto che già era stato oggetto di una tormentata vicenda di ricorsi al Tar. Alla fine l'ha spuntata il team temporaneo guidato dal preside della facoltà di Architettura della Terza Università di Roma e composto dagli associati l'inglese Tourner e Townsend, Insula Architettura e Ingegneria, 3TI Progetti Italia e l'architetto Francesco Riccardo Ghio. Ai primi classificati andrà un premio di 300mila euro. Spiega Rocco Papa, presidente di Bagnolifutura: «A convincerci sono stati soprattutto quei giochi d'acqua, che hanno trasformato in elemento caratterizzante del disegno una delle problematiche più complesse del tema: tra i nostri compiti c'è infatti quello di bonificare anche la falda acquifera. Il tutto nel pieno rispetto, naturalmente, dei numeri dettati dal piano urbanistico esecutivo di Coroglio». Il parco di Bagnoli visto da Cellini è frazionato in più aree. Una scelta che dovrebbe consentire da una parte la molteplicità delle funzioni e dall'altra - come spiega il progettista - le possibilità di una manutenzione costante e di un controllo che tenga lontani vandali e malintenzionati. Sono previsti un grande roseto, due orto botanici, un giardino con piante domestiche, quindi il grande parco naturale, suddiviso a sua volta in spazi di prato e in percorsi in pietra. E poi tante vasche, che spesso inglobano i residui di archeologia industriale, e che fanno pendant con il laghetto preesistente nella zona più vicina all'acciaieria. Il tutto frammisto a piste ciclabili, parcheggi periferici all'area e stradine adatte al servizio di navette bus. «Tutto questo è un ulteriore segno del lavoro svolto in questi anni, che Oggi comincia a dare i frutti sperati» riprende Papa, che rileva: «In appena sei mesi abbiamo recuperato il ritardo conseguente all'annullamento del precedente bando, garantendo comunque l'anonimato così come previsto dalla legge e più che raddoppiando il numero dei partecipanti, a beneficio della qualità dei progetti». Insomma, tra ritardi e accelerazioni prosegue il complesso risanamento di Bagnoli. Mentre sono in corso le procedure per la porta del parco, per il parco dello sport e per la «città delle tartarughe».