Franco Bernabé, presidente della Biennale di Venezia, quando ha letto Italia spa di Salvatore Settis, ha pensato: ecco il presidente delle giurie della Biennale di arti visive. Ne ha brevemente discusso con Francesco Bonami, direttore della Biennale e ha lanciato la proposta. È' stata accettata. E così Salvatore Settis, storico d'arte antica e direttore della Normale di Pisa, ex direttore del Getty (dove acquisì l'archivio di Panza di Biumo), s'è trovato alla presidenza delle due giurie, una per le nazioni partecipanti ed una per la mostra internazionale, che assegneranno i Leoni della Biennale che apre i battenti tra una settimana. Insieme a lui otto esperti d'arte contemporanea di tutte le nazionalità (due gli italiani, Gabriella Belli del Mart di Trento e Pio Baldi della Darc di Roma). Settis è stato chiamato a navigare in un mare che conosce ben poco. Ammette: «Non sono affatto un competente d'arte contemporanea». Ma ha accettato quella che defìnisce una «sfida singolare e inaspettata» perché attratto e incuriosito «da due aspetti» della Biennale: «II suo carattere policentrico, con tanti curatori diversi, e perciò marcatamente sperimentale, e la scelta di puntare sulla dittatura dello spettatore». Ma se un critico d'arte contemporanea fosse chiamato a decidere sulla qualità dell'arte antica quali sarebbero le sue reazioni? «Se, ad esempio, nel comitato di acquisizioni di un museo d'arte antica ci fosse un esperto di arte contemporanea, lo troverei interessante. Naturalmente il problema è di confrontarsi con gli altri. A Venezia non sarò solo, della giuria fanno degli esperti. Penso però che 1 incrocio fra contemporaneo e antico sia necessario, anche se molto difficile». Perché necessario? «Il giudizio sull'arte contemporanea orienta in modo decisivo la percezione dell'arte antica e viceversa. La varietà e continuità dei processi di ricezione è un filo rosso di lungo periodo che varca i confini di ogni presente, di ogni generazione». Lei però dice di non aver esperienze sulla contemporaneità... «Non porterò nelle giurie esperienze o competenze di critico d'arte contemporanea ma quella di una persona fuori dai giochi, molto più vicina aJla figura dello spettatore comune che al critico, una figura di garanzia come mi chiede la lettera d'incarico».
662003 - Settis alla Biennale di Venezia: Non sarò il critico ma il garante
Il presidente della Biennale di Venezia, Franco Bernabé, ha lanciato la proposta di nominare Salvatore Settis alla presidenza delle giurie della Biennale di arti visive. Settis, storico d'arte antica e ex direttore del Getty, ha accettato la proposta e sarà accompagnato da otto esperti d'arte contemporanea di diverse nazionalità. Settis ammette di non essere un esperto d'arte contemporanea, ma accetta la sfida per navigare in un campo che conosce poco. La sua esperienza come persona fuori dai giochi lo rende più vicina alla figura dello spettatore comune, che è la garanzia richiesta dalla lettera d'incarico.
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