Segnalate al ministro Rutelli dai giovani del pellegrinaggio Val di Susa-Roma ROMA. Quaranta giorni di cammino sugli oltre 800 chilometri della via Francigena, dalla Valle di Susa alle porte di Roma, hanno consentito ai ragazzi partecipanti al pellegrinaggio "Ad Limina Petri" promosso dalla Cei, una sorta di monitoraggio del percorso sia dal punto di vista della sua percorribilità a piedi che in relazione alle strutture di ospitalità. Ne è scaturito un promemoria consegnato al ministro dei beni culturali, Francesco Kntplli che ieri ha partecipato al convegno "La via Francigena" che ha concluso l'iniziativa. Molte le richieste dei giovani, tra cui alcune passerelle per mettere in sicurezza alcuni tratti dove l'attraversamento dei corsi d'acqua è attualmente possibile solo su ponti stradali molto trafficati, oltreché la risistemazione dei sentieri interpode-rali in Lunigiana ora poco praticabili. Al ministro rutelli i giovani di "Ad Limina Petri" hanno chiesto anche il restauro di alcuni edifici nati per l'accoglienza dei pellegrini della via Francigena ma oggi fatiscenti e quindi non utilizzabili. «Nel corso del pellegrinaggio - conclude il rapporto sulla Francigena -sono emerse alcune situazioni di degrado ambientale, che vengono doverosamente segnalate, tra le quali spiccano l'abitato di Leri in Piemonte che è in stato di scandaloso abbandono e la discarica di Aulla verso il castello di Bibola sulla via Emilia». R.L.