Domenica scorsa su «Domenica», il supplemento culturale de «II Sole 24 ore», è apparso un articolo, dal titolo paradossale, di Riccardo Chiaberge «II superstipendio del Direttore degli Uffizi». L'articolo denunciava una cosa incredibile: il Direttore degli Uffizi, il professor Antonio Natali, guadagna 1.600 euro al mese. Tutti a Firenze campano sugli Uffizi. Questo museo, uno dei più importanti al mondo, è l'attrazione principale, la più prestigiosa, di Firenze. Milioni di visitatori vengono nella nostra città per questo motivo: visitare gli Uffizi. La cosa scandalosa è che nessuno abbia sentito il dovere, mi riferisco ai governanti della città, di alzare la voce in difesa dei custodi (in senso nobile...) degli studiosi che sovrintendono e dirigono uno dei patrimoni artistici più importanti dell'umanità. Un minimo di rispetto e di gratitudine dovrebbe spingere chiunque dotato di un po' di intelligenza ad intervenire per sanare una situazione indegna di un paese civile. Non solo Natali ma anche i Direttori degli altri musei fiorentini (Bargello, San Marco, Galleria dell'Accademia dove c'è il David di Michelangelo...) guadagnano meno di un capo ufficio di un qualsiasi ente pubblico. Nella Regione Toscana ci sono dirigenti, anche senza laurea, che guadagnano intorno ai 4.000,00 euro al mese. Questa ingiustizia retributiva non riguarda ovviamente solo i funzionari che si occupano dei musei e del territorio fiorentino, ma anche tutti quelli che svolgono le stesse funzioni a Roma, Venezia, Napoli, Milano, Palermo etc. Siccome i beni culturali sono il petrolio dell'Italia e da questi deriva una ricchezza indotta per tutto il sistema paese, bisogna porvi rimedio. Come? Nella maniera più semplice: raddoppiando, come minimo, gli stipendi a chi svolge funzioni così delicate. Negli anni '80 lo proposi al Ministro Facchiano in una riunione sui beni culturali in Palazzo Vecchio. Da allora sono passati molti anni. Non è successo nulla. Il sindaco di Firenze proponga al vice primo ministro Rutelli. ministro anche dei Beni Culturali, di risolvere il problema. Firenze dovrebbe essere più buona e sollecita con i suoi figli migliori.