La cultura come risorsa da valorizzare. Le radici della civiltà romana come fiore all'occhiello di un rilancio storico, artistico e architettonico che vede il Lazio protagonista in Europa, Sono queste le linee guida delle innovative politiche culturali che la Regione sta portando avanti sulla base di una pianificazione integrata e organica, interessando il territorio nel suo complesso di articolazioni. I numeri parlano da soli: nel bilancio 2003 il Lazio ha stanziato circa 24 milioni di euro per le istituzioni della cultura e dello spettacolo e oltre 28 milioni di euro per i beni e le strutture culturali. A questi, poi, vanno aggiunti i finanziamenti europei che il Lazio è riuscito ad aggiudicarsi grazie a una puntuale progettualità e all'efficienza nella capacità di spesa. «La tutela e la conservazione del nostro patrimonio - spiega il presidente della Regione, Francesco Storace - rappresentano un impegno concreto. La capacità di spesa dei fondi comunitari ci ha consentito di proporre e partecipare con lusinghieri risultati a numerosi progetti in ambito internazionale». «Siamo orgogliosi di essere all' avanguardia in questo settore», aggiunge l'assessore alla Cultura, Luigi Ciaramelletti. Utilizzando i fondi dell'Ue, grazie al programma di iniziativa comunitaria definito «Interreg III B», la Regione ha infatti in corso progetti per far emergere sia le potenzialità, sia le «punte di eccellenza» del territorio. Scopo principale della cooperazione interregionale è il miglioramento dell' efficacia delle politiche e degli strumenti di sviluppo regionale, tramite un ampio scambio di informazioni e di esperienze. In tale ottica si inquadrano i programmi che hanno l'obiettivo di tutelare l'immenso patrimonio di beni presenti nella regione. Come, ad esempio, la Carta del rischio, che vede il Lazio capofila transnazionale di un progetto a cui hanno aderito in qualità di partner, oltre al ministero per i Beni e le Attività culturali (Istituto centrale per il restauro), la Lombardia, il Piemonte, la Toscana, la Valle D'Aosta, la Liguria, la Sardegna, l'Umbria e la regione spagnola della Catalogna. Il progetto contempla l'utilizzo di tecnologie all' avanguardia per stilare una mappa aggiornata dei rischi che corrono i nostri monumenti. Un monitoraggio senza precedenti. In sostanza, per ogni singolo bene viene redatta una scheda contenente le indicazioni sullo stato di conservazione. Le schede poi vengono inserite in un computer nel quale sono immessi anche i dati circa l'inquinamento dell'aria, quello antropico, i rischi di esortazioni, di terremoti e frane. Insomma tutti quei fattori che possono costituire un pericolo. «Creeremo - dice Ciaramelletti - una banca dati in grado di dialogare in rete, grazie alla quale sarà possibile predisporre dei piani specifici di intervento per i singoli monumenti, investendo al meglio le risorse disponibili». Proprio la scorsa settimana, Ciaramelletti ha ricevuto la Commissione del Parlamento europeo incaricata di visionare i risultati della Carta del rischio. I delegati hanno espresso «vivo apprezzamento». Grazie a questi risultati il progetto sarà allargato ad altre Regioni: Algarve in Portogallo; Rhone Alpes in Francia; Andalucia in Spagna, la Tunisia e Malta. Sempre con il Lazio capofila. Intorno a questo grande progetto ne ruotano molti altri. Come Anser, sulle antiche rotte marittime del Mediterraneo, che vuole creare una rete europea incentrata sui porti e sulle vie del Mare nostrum, dall' età romana al Rinascimento. Iniziativa che per il Lazio prevede un finanziamento di circa 325mila euro. L'obiettivo? La conoscenza e la valorizzazione di un ricco patrimonio di monumenti, reperti e relitti di particolare valore che sono conservati lungo le nostre coste, sensibilizzando le amministrazioni locali sull'importanza degli stessi. Sarà cosi possibile favorire lo sviluppo del turismo lungo le coste del Lazio, la divulgazione didattica e la formazione di operatori specializzati nel settore. Grazie alla collaborazione della soprintendenza archeologica di Ostia e dell'Università della Tuscia, questo progetto consentirà di creare una banca dati dei porti del Lazio e di realizzare dei parchi archeologici sommersi. Importante è anche il progetto Castrum, per la promozione dei beni culturali delle città minori del Mediterraneo attraverso il turismo sostenibile, e il progetto Vrem per la valorizzazione delle vie romane nel Mediterraneo, stimolando la visita di luoghi poco noti e spesso «tagliati fuori» dai circuiti turistici tradizionali. E parlando di civiltà romana non poteva mancare il progetto sulla Civiltà degli acquedotti, che vede la Regione Lazio come capofila. Partendo dalla catalogazione delle «grandi vie d'acqua» presenti nel territorio regionale sarà realizzata la mappatura di tutti gli acquedotti romani, che hanno una grandissima diffusione nel Vecchio continente. «E visto che il 2003 è l'anno internazionale dell'acqua - afferma il presidente del Lazio, Francesco Storace - siamo certi di riuscire a coinvolgere numerose Regioni italiane ed europee in un progetto corale. Un progetto che accompagnerà la crescita culturale, aspetto fondamentale nello sviluppo del "sistema Lazio"».
Cultura nel Lazio, la tutela porta ricchezza
La Regione Lazio sta portando avanti innovative politiche culturali per valorizzare il patrimonio storico, artistico e architettonico del territorio. Nel bilancio 2003, la Regione ha stanziato 24 milioni di euro per le istituzioni della cultura e dello spettacolo e 28 milioni di euro per i beni e le strutture culturali. La tutela e la conservazione del patrimonio sono un impegno concreto, e la Regione ha partecipato con lusinghieri risultati a numerosi progetti internazionali.
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