Gli abitanti di via Corridoni: bivacchi notturni e immondizie ali ingresso del Danìel's Palace Di fronte al bel giardino del Collegio delle Fanciulle, a 20 metri dal liceo scientifico Leonardo da Vinci e dal Centro congressi della Provincia, a due passi dal Conservatorio e dal Tribunale, si ha l'impressione di perdersi. La continuità dei palazzi storici e le «poche» aiuole verdi e fiorite si interrompono improvvisamente in via Corridoni 22, davanti a un palazzo quasi «fatiscente». Costruito tra il 1947 e il 1950 dall'architetto Luigi Moretti, l'immobile è nella lista degli edifici storici e artistici sottoposti a tutela dal ministero per i Beni culturali e ambientali. Di proprietà del Comune che lo ha dato in concessione per 35 anni al Politecnico di Milano, il Daniel's Hotel è oggi una residenza universitaria. Le stanze ospitano studenti provenienti da tutto il mondo durante i loro soggiorni di studio a Milano. Chissà se al loro arrivo penseranno di aver sbagliato indirizzo... Perché, come segnala la lettrice Gora Gaudenzi al Corriere della Sera, si tratta, ironicamente, di «un'oasi pro-fumatissima dove regnano freschezza, pulizia e relax». Per chi arriva da via Conservatorio, la struttura si presenta proprio di fronte. Due torri, una di 14 e una di 6 piani, collegate fra loro dal Daniel's Palace, a prima vista una sorta di auditorium, oggi abbandonato e sbarrato con impalcature di legno. Il custode racconta che «una volta ospitava l'ingresso principale del residence. Era molto bello aggiunge arredato con piante e divani. Ora invece stanno ristrutturando il palazzo e al momento è chiuso». I gradini sporchi mostrano i segni dei bivacchi notturni, mentre ai lati abbondano cumuli di spazzatura, sedie rotte abbandonate e deiezioni varie. «L'offerta è allettante denuncia la lettrice che percorre questa zona tutte le mattine da 7 anni e aggiunge che da allora nulla è cambiato». Trovare l'ingresso non è facile, tanto che i pochi passanti della zona, interpellati, sono convinti che quel posto sia chiuso e abbandonato. Girando l'angolo, in via Respighi, si trova un secondo ingresso, anch'esso chiuso, su un lato del palazzo completamente imbrattato dai graffiti e transennato lungo tutto il marciapiede. Nell'edificio si entra, al momento, da via Eugenio Chiesa. Qui lo stabile ospita anche un consultorio familiare. Lo spettacolo è davvero desolante: quel che rimane del giardino circostante erbacce secche è invaso da cartacce, bottiglie di plastica e di vetro abbandonate, un vecchio materasso, biciclette arrugginite e abbandonate. Completando il giro, si scopre un ultimo ingresso, occupato da un self-service che, però, non è gestito dal Politecnico. Quattro bidoni della spazzatura accolgono i clienti, assieme ad un carrello abbandonato. Basta girare l'angolo, poi, per ritrovarsi di nuovo di fronte a un cumulo di immondizia. «Pensare che quella residenza afferma Adriana Baglioni, prorettore del Politecnico di Milano è considerata dai nostri ragazzi un fiore all'occhiello. Il palazzo è oggetto di un importante intervento di ristrutturazione il cui iter, avviato nel 2002, per i soliti lunghi tempi della burocrazia pubblica, ha avuto il benestare definitivo il 22 giugno scorso. Avremmo voluto chiuderlo sottolinea il prorettore ma non è stato possibile, perché il residence ospita anche 30 anziani che abitavano qui quando lo stabile era gestito dal Comune. Ora, grazie ad un finanziamento del Miur, investiremo 17 milioni di euro. Quanto al degrado esterno precisa la professoressa Baglioni , lunedì andrò personalmente a verificare. Paghiamo profumatamente una ditta di pulizie e, se la situazione fosse davvero così allarmante, prenderemo i dovuti provvedimenti».
Ridotto a un rudere il residence del Politecnico
In via Corridoni, a Milano, si trova un palazzo storico costruito tra il 1947 e il 1950 dall'architetto Luigi Moretti. Il palazzo è di proprietà del Comune e è stato dato in concessione al Politecnico di Milano per 35 anni. Il Politecnico lo utilizza come residenza universitaria, ma la struttura è considerata un'oasi pro-fumatissima a causa della presenza di cumuli di immondizia e bivacchi notturni. I gradini sporchi mostrano i segni dei bivacchi, mentre ai lati abbondano cumuli di spazzatura e sedie rotte.
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