Il Consiglio della VI circoscrizione è in allarme: c'è infatti la possibilità che venga concessa una licenza edificatoria proprio nella zona di pertinenza del Mauriziano, area tutelata con un decreto del ministero dei Beni Culturali e ambientali del 1991. L'intervento riguarderebbe non solo la casa colonica, che dovrebbe essere demolita e poi ricostruita, ma anche l'innalzamento di un nuovo edificio a più piani. «Il Mauriziano e l'area adiacente sono ormai riconosciuti come patrimonio importante e sito interessante non solo per la Circoscrizione VI, ma per l'intera città» è il monito del presidente di circoscrizione Graziano Vecchi. Oltre ad essere un'aera protetta, su di essa dovrebbe valere ancora la legge Galasso a tutela dei corsi d'acqua: vi scorrono infatti ben due fiumi confluenti, l'Ariolo, alimentato da una fonte sorgiva, e il torrente Rodano. «Sono corsi d'acqua identificati da tempo come entità ambientali di alto pregio» puntualizza Vecchi. La paura è che l'intervento di costruzione finisca per snaturare le caratteristiche di questo luogo particolarmente importante: numerose sono infatti le attrattive da esso esercitate, innanzitutto ambientali, come i due fiumi e la vasta area verde, ma anche storico-culturali, come la dimora dell'Arrosto, il Palazzo Vecchio e l'ex-Tintoria, testimonianze di tipiche case colo-niche reggiane. L'appello del Consiglio della VI circoscrizione è indirizzato al sindaco Delrio e a tutti gli assessori competenti. Due le richieste fondamentali: aprire un tavolo di confronto affinché venga scongiurato un intervento che modifichi le attuali caratteristiche dell'area e vanifichi i precedenti sforzi di qualificazione; individuare insieme dei progetti che portino ad un restauro conservativo della casa colonica e ad una sua valorizzazione come testimonianza storico-culturale e ambientale. «Riteniamo importante afferma Vecchi mantenere viva la testimonianza della tradizione contadina della zona». Per questo auspica un intervento pubblico sulla casa colonica affinché possa trasformarsi finalmente in un luogo di attività didattiche (sempre sul versante storico-culturale e ambientale-ecologico) per le scuole, il quartiere e la città. La speranza, così termina l'appello del Consiglio, è «che la comune volontà di tutelare e valorizzare i beni culturali e ambientali ancora sopravvissuti alle ingiustizie del tempo, alla superficialità, all'indifferenza e alle logiche speculative, possa individuare i giusti percorsi consegnare alla comunità una particolare occasione di cultura, di rispetto ambientale e di identificazione territoriale».