Anche quest'anno si è riproposta la beffa del servizio civile nei beni culturali. Orfani ormai da tempo degli obiettori di coscienza, che li avevano salvati per molto tempo, archivi e biblioteche, che da vent'anni non vedono più assunzioni, avevano puntato tutto sul servizio civile, pensando di sopperire così alle croniche carenze degli organici. Ma la speranza è andata delusa. La società incaricata di valutare i progetti dalla Presidenza del Consiglio (con che criteri sarebbe interessante sapere, visto che ogni indagine in tal senso non sortisce risultato) ha dispensato punteggi positivi a ben 34 tra archivi e biblioteche, ma, ironia della sorte, secondo un criterio che prevede il finanziamento, e quindi il servizio civile, solo per un Istituto. Si è salvata la Biblioteca Nazionale di Roma, ma è stato escluso, per fare un esempio, l'Archivio Centrale dello Stato, custode della memoria storica nazionale, dove transitano ogni anno migliaia di studiosi italiani e stranieri. Qual è la logica? Ecco chi ha pagato i conti di Basilea Chi paga i conti di Basilea? Lo Stato. Nonostante le impressioni negative di molti collezionisti che l'hanno giudicata in netto peggioramento, Art Basel resta un evento imperdibile. E per permettere alle proprie gallerie di esserci, alcuni governi europei attingono alle casse pubbliche per elargire sostanziosi finanziamenti. Secondo The Art Newspaper, su 300 gallerie presenti, circa 50 quest'anno hanno approfittato delle sovvenzioni statali. La Francia e l'Olanda, ad esempio, garantiscono alle loro gallerie la copertura del 50 per cento delle spese purché la metà degli artisti esposti a Basilea siano di nazionalità francese o olandese. Mentre la Spagna e la Danimarca - quest'uUma si accolla anche le spese di viaggio - coprono una percentuale tra il 30 e il 50 per cento delle spese senza imporre alcuna condizione. Essere presenti con uno stand a Basilea costa, per la cronaca, intorno ai 40mila euro esclusi "gli extra". Quanto è avara l'Italia con gli artisti Beati coloro che possono contare sulle pubbliche sovvenzioni. Qui da noi, in Italia, a mandare avanti il mercato dell'arte ci pensano soprattutto i collezionisti privati. Una ricerca Nomisma evidenzia che nel 2005 i privati hanno "saccheggiato" il 73 per cento del mercato. Subito dopo vengono i galleristi, che contribuiscono alla sopravvivenza degli artisti incidendo sul mercato con una quota del 17 per cento. Seguono gli investitori (4 per cento], le fondazioni (3-per cento] e i clienti occasionali presenti nella "torta" con un dignitosissimo 2 per cento. Dignitosissimo perché oggi, accostarsi al mercato dell'arte armati della sola curiosità o passione per una tonalità di rosa, può giocare scherzi assai pericolosi. Chi manca? I musei? In Italia i musei coprono ben l'I per cento del mercato dell'arte. Troppo generosi. Greci e turchi litigano e Manifesta perde la sede Cercasi sede per Manifesta 6, la biennale itinerante di arte contemporanea giunta alla sua sesta edizione, hi calendario tra settembre e dicembre prossimo, la mostra è stata annullata a causa, diciamo così, un'infelice scelta della location: Nicosia. Nemmeno la cultura è stata in grado di superare l'aspro conflitto politico-territoriale tra greci e turchi. Secondo i cipriotì. la Fondazione Manifesta si sarebbe "spinta" con le proprie manifestazioni troppo a nord della città, nel territorio considerato sotto occupazione turca. Nessun tentativo di riconciliazione è andato a buon fine e i rapporti degli organizzatori con i curatori Mai Abu El Dahab, Florian Waldvogel e Anton Vìdokle sono decisamente compromessi. La parola passa agli avvocati.
Beni culturali orfani dei volontari
L'anno scorso il servizio civile nei beni culturali ha fallito nel finanziare archivi e biblioteche. La società incaricata di valutare i progetti dalla Presidenza del Consiglio ha assegnato punteggi positivi a 34 istituzioni, ma solo un'istituzione ha ricevuto finanziamenti. La Biblioteca Nazionale di Roma è stata esclusa, mentre l'Archivio Centrale dello Stato è stato escluso. Lo Stato ha pagato i conti di Basilea, un evento di arte, con finanziamenti statali. Alcuni governi europei coprono le spese delle gallerie partecipanti, mentre l'Italia non fornisce sovvenzioni agli artisti.
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