PADOVA. L'Università sarà coinvolta. Il Magnifico Rettore Milanesi è seduto vicino a Eleonora Daniele, madrina della Notte Bianca. Bionda, alta, acquista ancora più slancio sui tacchi aguzzi con cui è riuscita a superare anche l'insidioso ghiaino del cortile e la breccia tagliente. Eleonora se l'è portata dietro Colasio come uno strascico sontuoso e ci ha spiegato che il primo luglio, la ragazza sarà madrina dell'effimero, simbolo di quella grande sagra laica che è la notte di veglia, shopping, loisir e cultura che stiamo per vivere, ma la sua presenza al Castello la qualifica anche come nume tutelare, sorta di Artemide, ma un po' spensierata, di una grande opera che viene dall'abisso della storia e che si vuole far sopravvivere per la memoria e il pregio architettonico. Eleonora sorride e ci confida che noi maschi, non calzando scarpe con i tacchi alti, siamo molto avvantaggiati nell'attraversamento di terreni sconnessi. Ne conveniamo e le offriamo una sigaretta-premio. Insomma piccoli gesti di circostanza. Intanto Andrea Colasio sta dicendo al sindaco Zanonato che sarebbe interessante se i lavori di restauro del Castello fossero a buon punto nel 2009 così da inserire questa pietra preziosa nel diadema delle celebrazioni galileiane. Colasio ricorda la storia di questa struttura che esiste a Padova da oltre mille anni. «Molti sono i padovani - dice -che non la conoscono. Il Castello ha bisogno di un restauro programmato in tutte le sue tappe, ma anche di un lavoro di comunicazione che lo faccia riscoprire ai padovani». Era un sistema fortificato già nella seconda metà del decimo secolo venne poi ristrutturato da Ezzelino nel 1242. Assunse l'aspetto definitivo nel 1374 con Francesco I da Carrara che affidò a Nicolo da Burlanda il riassetto funzionale del sistema difensivo della città. Nel 1245 Padova perdeva la sua sovranità e veniva sottomessa dalla Serenissima: iniziava un progressivo decadimento. I Carraresi, infatti, strangolati nelle carceri veneziane, dovevano essere dimenticati anche nelle loro opere. Successivamente, però, la struttura subiva una rifunzionalizzazione, che nel 1807, dopo essere stata utilizzata nel 1670 come scuola di Astronomia, la vedeva trasformata in carcere rimanendo tale fino al 1990.. Dopo la dismissione e il trasferimento del penale al Due Palazzi, inizia l'era dell'abbandono. Colasio è stato la punta di lancia di un movimento per la riappropriazione del Castello: ha mitragliato il ministero dei Beni Culturali con raffiche di mozioni e interpellanze, ostacolato dalla volontà dell'ex ministro Castelli che avrebbe venduto volentieri la fortificazione padovana. Forse a lasciar andare le cose o del Castello sarebbero rimaste solo macerie o, in mano ai privati, sarebbe diventato un centro commerciale di ambientazione medieval.
La scommessa di Colasio. Prima tappa nel 2009, l'anno di Galileo
Il Magnifico Rettore Milanesi è presente alla Notte Bianca di Padova, insieme alla madrina Eleonora Daniele. Eleonora spiega che il 1 luglio la ragazza sarà madrina dell'effimero simbolo della notte di veglia, shopping, loisir e cultura. Il Castello di Padova, costruito oltre mille anni fa, è in stato di abbandono e richiede un restauro programmato. Andrea Colasio, sindaco di Padova, sostiene che i lavori di restauro dovrebbero essere completati entro il 2009 per inserire il Castello nelle celebrazioni galileiane. Colasio ricorda la storia del Castello e sostiene che è necessario un lavoro di comunicazione per farlo riscoprire ai padovani.
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