La Sicilia vive una fase di grande fermento culturale di tale portata e talmente innovativa rispetto al recente passato, da indurre a parlare di «renaissance» per una rinnovata capacità di organizzazione del sistema dei beni culturali, legata a prassi e dinamiche rispettose dell'identità e della memoria fortemente motivate. «Anima» di questa nuova ventata di cultura è l'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata, protagonista di intestazioni che vanno dalla fruizione ottimale dei siti archeologici, monumentali e museali al pubblico, alla tutela dell'ambiente, dell'utilizzo dei fondi comunitari di Agenda 2000 per i restauri, agli spettacoli classici ed agli eventi, dal recupero dei teatri, compresi anche quelli minori, all'attività di musealizzazione e alla ricerca scientifica nel delicato segmento dei beni culturali siciliani. Si paria tanto di distretto culturale del Sud-Est, assessore, ce ne indica le principali valenze? Il riconoscimento, da parte dell'Unesco, dei valori storico architettonici-urbanistici delle città tardo barocchie del Val di Noto, che vede impegnati otte comuni (Noto, Catania, Caltagirone, Mìlitello val di Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Ragusa e Scicli) e tre province (Siracusa, Catania e Ragusa), ci ha fatto concepire un nuovo processo da attuare attraverso un organismo, definito distretto culturale del Sud-Est, con il duplice obiettivo di rendere più efficiente la traduzione in cultura delle idee e dei fatti legati al distretto. Ogni cosa per promuovere i luoghi del Sud-Est che in ultima analisi sono i luoghi della nostra memoria e del radicamento culturale, della nostra storia e dell'identità culturale, ma anche, non solo di riflesso, i luoghi della modernizzazione e dell'innovazione. Si è parlato di un'azione forte per sostenere la cultura teatrale in Sicilia... È un progetto che vede coinvolti, oltre all'assessorato, l'Anci Sicilia, alcune realtà comunali siciliane e l'associazione TeatriAperti, al fine di creare un circuito teatrale siciliano unico: le vie del circuito comprendono il teatro S. Cecilia di Palermo, il Nuovo Ideal di Lercara Friddi, il Comunale di Siracusa il Garibaldi di Modica, il Re Grillo di Licata, il Margherita di Caltanissetta, il restaurato Regina Margherita di Recalmuto e i teatri comunali di Noto e Siracusa, quest'ultimo in fase di restauro. Tutti questi teatri «minori» sono stati restaurati, dopo anni di incuria e abbandono, negli ultimi tre anni Da tali premesse è nata l'esigenza di un'azione di sostegno e difesa della cultura teatrale isolana, e da quest'impostazione si è avvertito quasi l'obbligo di fondare un osservatorio permanente sui luoghi della cultura e sul loro mantenimento. Così si è disegnato l'obiettivo del Circuito Teatrale, inteso sostanzialmente come strumento per l'apertura, o più precisamente riapertura, dei centri di produzione culturale quali i teatri, vettori e catalizzatori delle diverse culture e della Cultura in senso universale. Rendendo percorribili quindi scambi e produzioni, in una Sicilia dove a tutt'oggi tale strumento organizzativo e partecipativo è mancato. Sulla scorta di esperienze similari messe in cantiere in Germania, Francia e Inghilterra, dal 31 marzo scorso si è costituito il Circuito Teatrale Siciliano per disegnare un tracciato di collaborazioni e intersezioni fra i teatri e la Regione. Manifestazioni e mostre, in questo clima di rinascita culturale in Sicilia, vanno di pari passo con il rilancio complessivo dell'intero comparto del Beni culturali. Ce ne parla? La fruizione dei Beni culturali è un processo dinamico che tiene conto della tutela, della fruizione e del restauro dei siti Sono passaggi necessari per un effettivo rilancio del sistema. Ma non diversamente la promozione culturale va affidata a manifestazioni e grandi eventi, in Italia e all'estero, che facciano conoscere la nostra straordinaria tradizione artistica, storica, architettonica e naturalistica Così in Sicilia l'adesione alla Settimana della Cultura ha voluto esprimere alcune peculiarità legate al proprio territorio e alla propria storia e si è scelta pertanto l'acqua come motivo conduttore per le manifestazioni che hanno avuto luogo nell'Isola dal 3 all'11 maggio, in armonia alle iniziative dell'Unesco, che ha proclamato il 2003 anno dell'acqua L'acqua quindi intesa come politica di archeologia marina, come opere d'arte sul tema e itinerari, o come restauri di siti e monumenti: si pensi alle fontane di Piazza Pretoria e Palazzo Mirto a Palermo o alle restaurate Terme di Cafalà Diana. L'acqua infine come fonte e origine della vita secondo i primi filosofi. Non è casuale, infatti, che Empedocle di Agrigento individuasse nel prezioso elemento uno dei 4 ceppi a «sostegno» ontologico della natura delle cose. Ma non vorrei tralasciare di parlare di altre grandi manifestazioni come Ortigia Festival, Taormina Arte, le Orestiadi di Gibellina, le rappresentazioni classiche dell'India al Teatro greco di Siracusa, senza contare le promozioni di richiamo, in particolare quelle realizzate a Stoccolma, S. Pietroburgo (nella città degli zar l'assessorato ha condotto un gemellaggio fra il Teatro Bellini di Catania ed il Mussorgskij), Londra, Tunisi, Cipro, Parigi Fra le mostre però vorrei menzionare «Da Tiziano a De Chirico: la ricerca dell'Identità», che prenderà il via in Sicilia nel mese di ottobre 2003, presso l'Albergo delle Povere, dopo che la stessa sarà ospitata al Castello S. Michele di Cagliari (dal 21 giugno all'11 settembre). L'esposizione, curata da Vittorio Sgarbi, ha il pregio di indagare l'identità della pittura italiana a partire dai primi ritratti psicologici nei quali l'individuo si affaccia al mondo, fino al Novecento, secolo che sancisce il primato di Freud e nel quale la proiezione di incubi e sogni mostra la condizione dell'uomo. In sintesi, una ricerca dell'identità nazionale attraverso gli aspetti spirituali insiti nell'arte dei grandi maestri, da Tiziano appunto, a De Chirico, passando per i cosiddetti «minori», selezionati con grande maestria da Sgarbi. Alcuni progetti della Regione Siciliana sono mirati all'internazilonalizzazlone del circuiti culturali, di che si tratta? Si tratta di mostre e risultati di ricerche scientifiche frutto del lavoro di numerosi specialisti, consulenti e direttori di musei. Vorrei citare, fra tutte, le mostre «Nobiles Officinae» e «Veder greco» a Gela: la prima esplora la produzione di manufatti tessili ed altri oggetti provenienti dagli opifici reali di Palermo durante i secoli XII e XIII. Questa esposizione vuole essere un momento centrale, ma non esclusivo, di una serie di iniziative culturali miranti ad approfondire la storia delle arti in Sicilia nel contesto della civiltà normanno-sveva, e all'interno di essa sono previsti convegni seminari, conferenze in Sicilia e all'estero, nonché pubblicazioni scientifiche, edizioni critiche e Cd rom a supporto del catalogo. Il carattere internazionale induce a proporre altre tappe espositive dentro e fuori i confini nazionali, fra le quali Vienna, città che conserva il mantello di Ruggero II, la spada e i guanti, divenuti le insegne del Sacro Romano Impero. Mentre la seconda che sarà inaugurata a Gela nel dicembre 2003, per essere trasferita in seguito a Siracusa nell'aprile 2004, esporrà 380 ceramiche attiche a figure nere e a figure rosse ritrovate nella necropoli e che entrarono a far parte delle collezioni di musei americani europei ed italiani, i quali per l'occasione presteranno i preziosi manufatti risalenti al VI ed al V secolo a C Per la prima volta quindi si avrà la possibilità di vedere riunite tali preziose ceramiche in un'unica sede e anche in questo caso l'evento sarà accompagnato da apparati multimediali e da un catalogo scientifico.