E' questo l'esito di una perizia disposta sui reperti dei quali era entrato in possesso Roberto Coizzi, 44 anni, di Valletta Valsecchi. Materiale che aveva trovato in un cantiere al Gradarq. Proprio in conseguenza di queste conclusioni peritali, il pubblico ministero Mascia Baruffaldi gli ha contestato una imputazione diversa da quella iniziale di furto aggravato. La nuova accusa, infatti, è quella di essersi impossessato di beni culturali appartenenti allo Stato. Reato che prevede fino a tre anni di carcere, oltre ad una multa che può variare da 31 a 516 euro. Dopo questa differente contestazione, il processo si è bloccato perché si rende necessario - non essendo presente ieri mattina in aula - notificare la nuova contestazione all'imputato. La prossima udienza è stata quindi messa in calendario per il 26 gennaio del prossimo anno. Coizzi era stato sorpreso dalla polizia mentre scavava nel cantiere del Gradaro, separando pietrisco di nessun valore da frammenti di ceramiche e maioliche colorate. Reperti dei quali si era appropriato e per i quali era stato arrestato. Nel frattempo la Soprintendenza aveva bloccato i lavori proprio perché erano venuti alla luce reperti ritenuti di valore archeologico. Valore che - come detto - è stato confermato da una perizia, che ha definito quegli oggetti, appunto, beni culturali di interesse archeologico. Risultato che ha, di fatto, indotto il pubblico ministero a cambiare nettamente il capo d'imputazione all'operaio di Valletta Valsecchi. Non più furto aggravato, ma per essersi impossessato di beni culturale di proprietà dello Stato. Coizzi a suo tempo aveva affermato di non essere un tombarolo, quindi un ladro di reperti, aggiungendo che avrebbe poi consegnato il materiale rinvenuto negli scavi a persone che allestiscono mostre.
MANTOVA Quei frammenti di maioliche sono beni culturali di interesse archeologico.
Un operatore del cantiere del Gradaro, Roberto Coizzi, è stato arrestato dalla polizia mentre scavava nel cantiere. Era stato sorpreso mentre separava pietrisco di nessun valore da frammenti di ceramiche e maioliche colorate. La Soprintendenza aveva bloccato i lavori a causa dei reperti ritenuti di valore archeologico. Una perizia ha confermato che quegli oggetti sono beni culturali di interesse archeologico. Il pubblico ministero ha cambiato la capo d'imputazione da furto aggravato a impossessamento di beni culturali di proprietà dello Stato. La nuova accusa prevede fino a tre anni di carcere e una multa.
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