L'invasione di cemento stroncata da Legambiente. Bocciato Cuffaro Cinquant'anni fa Roberto Rossellini e Ingrid Bergman bruciavano d'amore all'ombra del vulcano, quando il grande regista sbarcò nell'arcipelago per girare Stromboli terra di Dio: poi giunse An-tonioni con L'Avventura, i fratelli Taviani con Kaos e Nanni Moretti con Caro Diario, fino a Postino, amaro capolinea di Massimo Troisi. Tutte pellicole che hanno le isole Eolie come sfondo indimenticabile. E anche l'Unesco nel 2000 ha «scelto» le Eolie inserendole nella World heritage lisi, in quanto "Patrimonio dell'umanità"'. L'unico sito naturalistico italiano a far parte di questa prestigiosa (e delicata) lista. Ma lo sviluppo cieco e forsennato degli ultimi anni sta mettendo a dura prova il delicato equilibrio dell'arcipelago, fra alberghi, case, ristoranti, strade, muri, piazzole, discoteche e pure un bel progetto di aeroporto per far arrivare i vip senza imperlarsi la fronte di sudore o mischiarsi col volgo. A tirare le fila i soliti ras del cemento, palazzinari e speculatori aggrappati a una politica compiacente e un po' ottusa. Pane e cemento e avanti. Ma ieri è arrivata una scossa. Stop al degrado e al business a ogni costo. Al porto di Marina Corta di Lipari è attraccata Goletta Verde, che ormai da vent'anni solca il Mediterraneo in caccia dei nuovi "Pirati del mare"', a cui l'imbarcazione di Legambiente assegna una "Bandiera nera", per segnalarne gli scempi. E la prima Bandiera nera dell' estate 2006 è toccata al sindaco di Lipari, Mariano Bruno di Forza Italia, che ha sempre palleggiato per gli investimenti a tutto spiano. Gli ambientalisti gliel'hanno consegnata ieri pomeriggio, presentando anche un ricco dossier sull'arcipelago, dall'inequivocabile titolo: «Isole Eolie, patrimonio dell'umanità o territorio di conquista per pochi speculatori'?». Una scrupolosa ricostruzione delle ultime, tormentate vicende delle Eolie curata da Gianfranco Zanna - responsabile Beni Culturali Legambiente Sicilia - che punta l'indice contro le cave di Pomice di Lipari, ritenute non compatibili con la permanenza dell'arcipelago nell'elenco nei Siti dichiarati "Patrimonio mondiale dell'umanità" dall'Unesco, e che proprio per questo ha più volte minacciato di depennare le Eolie dal prestigioso elenco. Ma i rischi che corrono le Eolie, ovviamente, non vengono solo da lì, che ancora non si è spenta l'eco della boutade dell'autunno 2004, quando la Regione Siciliana di Totò Cuffaro diede il via libera a una bella speculazione nascosta dietro il progetto di numerosi alberghi per centinaia di posti letti nell'arcipelago. Il tutto in deroga al Piano paesaggistico e alle norme urbanistiche. Quella norma fece il giro del mondo e il mondo rise dietro la Sicilia e i suoi politicanti. Non risero però quelli dell'Unesco che tuonarono di brutto minacciando di andarsene. Dovette intervenire il Commissario dello Stato per sconfessare quel che il Parlamento più antico d'Europa era stato in grado d'inventarsi. E lo sconsiderato comportamento in materia ambientale del governo Cuffaro premierà anche quest'anno il riconfermato Presidente della Regione con l'ennesima bandiera nera (Cuffaro.ne ha una collezione ormai... ) che gli verrà consegnata nei prossimi giorni, quando la Goletta Verde attraccherà nel porto di Palermo.
Sicilia, bandiere nere per le Eolie
L'arcipelago delle Eolie, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, sta subendo un degrado imponente a causa dello sviluppo cieco e forsennato. I soliti ras del cemento, palazzinari e speculatori stanno costruendo alberghi, case, ristoranti e strade, mettendo a rischio l'equilibrio naturale dell'arcipelago. I sindaci di Lipari e di Palermo, Mariano Bruno e Totò Cuffaro, sono stati accusati di favorire la speculazione e di non rispettare le norme ambientali. La Goletta Verde, un'imbarcazione di Legambiente, ha consegnato una "Bandiera nera" al sindaco di Lipari, Mariano Bruno, per segnalare il suo comportamento.
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