«L'Italia gode di grande autorevolezza nel settore investigativo e della tutela dell'arte e lo svolgimento a Roma del vertice internazionale di polizia sul patrimonio culturale ne è un'ulteriore dimostrazione». Queste le parole con cui il ministro per i Beni e le Attività culturali, Giuliano Urbani, ha commentato la riunione operativa mondiale per i rappresentanti Interpol, dei Carabinieri e delle Forze di Polizia, che si terrà nella Capitale lunedì prossimo e martedì 10 giugno, presso il reparto operativo CCTPC. Spagna, Inghilterra, Svizzera, Giordania, Francia e Stati Uniti sono i paesi la cui partecipazione alle due giornate è garantita mentre ancora in sospeso la presenza della Siria, Turchia ed Iran. L'incontro darà l'opportunità di confrontare le informazioni sui beni culturali provenienti dall'Iraq e dalle forze di polizia, spiegando i mezzi con cui vengono contrastati i traffici illeciti di opere d'arte. «Per quanto riguarda in particolare la situazione dei beni culturali iracheni - ha spiegato Urbani - in partenza con la delegazione italiana incaricata di collaborare alla ricostruzione, c'è anche un ufficiale dei carabinieri addetti alla tutela del patrimonio». In questi due giorni di confronto, infatti, si prenderà in considerazione la possibilità di far entrare nella task force di esperti, posta sotto il coordinamento Interpol, anche altre unità. Sulla salvaguardia e la protezione delle opere d'arte, Urbani ha garantito di "aver predisposto, in collaborazione con il ministero di Grazia e Giustizia, un forte inasprimento delle sanzioni penali per prevenire maggiormente la circolazione delle opere d'arte rubate". Infatti, il codice italiano al momento non prevede distinzione fra reati compiuti a danno del patrimonio artistico e reati generici ma, a tal fine -ha confermato il ministro -verranno istituite specifiche fattispecie giuridiche inerenti il furto, il danneggiamento e l'esportazione degli oggetti d'arte".