La decisione del ministero dei Beni culturali di sospendere l'erogazione di fondi ài restauro della chiesa per l'anno in corso è stata presa male dalia soprintendenza per i Beni architettonici di Milano, ma ha anche rallegrato chi è sempre più convinto che in città si debbano prendere in considerazione anche quei piccoli monumenti "trascurati", che molto spesso versano in condizioni ben peggiori dei fratelli maggiori e alla cui manutenzione basterebbero cifre ben più contenute. E il caso delle chiese premiate nel 2006 dalle scelte ministeriali, come Santa Maria presso San Celso e San Sebastiano in via Torino. «Troppo spesso spiega ancoralo storico dell'arte milanese Stefano Zuffi si tende a concentrare tutta l'attenzione dei lavori di restauro sui grandi complessi architettonici cittadini. Un atteggiamento che, in termini poco architettonici, si potrebbe definire come una sorta di accanimento terapeutico». D'altra parte è lo stesso Zuffi a sottolineare come molto spesso, nella proprietà e nella gestione di monumenti e musei (oltre che nelle operazioni di restauro e conservazione), si concentrino gli sforzi di talmente tanti attori istituzionali da rendere impossibile una programmazione organica degli interventi artistici: «Si tratta di un problema organizzativo ben esemplificato nel caso della basilica di Santa Maria delle Grazie. Per ottenere il prestito del famoso dipinto del Tiziano conservato al Louvre sarebbe necessario uno stato di concordia generale, che veda d'accordo tutte le istituzioni che concentrano le proprie attenzioni sul complesso: lo Stato, le Soprintendenze, il Comune. Finché non si verificherà tale ipotesi, un risultato in tal senso sarà impossibile».