Santa Maria delle Grazie lotta contro il tempo e i pochi fondi per i restauri Dopo quasi cinque anni dì restauri ininterrotti, e fatta eccezione per il portale e le iniziative sponsorizzate dai privati, la basilica di Santa Maria delle Grazie ha perso i fondi ministeriali per le operazioni di restauro. Una notizia che allarma la Soprintendenza per i Beni architettonici di Milano, convinta che il complesso di corso Magenta necessiti di un restauro continuativo simile a quello adottato per il Duomo, e che ha innescato un dibattito in seno al mondo culturale cittadino, coinvolgendo il neo-assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, le committenze private, critici e storici dell'arte.Viaggio nella basilica delle sorprese, dalla piccola sagrestia ritrovata al Tiziano "rubato". Incantevole. Così amata dai milanesi da portare il nome che proprio essi reclamarono, nel lontano 1466, e per cui ancora oggi centinaia di fedeli si presentano tra le navate ex voto alla mano. E tuttavia un po' sofferente, Santa Maria delle Grazie: con la pietra, d'Angera d'epoca bramantesca divorata dalle polvere sottili, le vibrazioni del traffico che attentano a mattoni e capitelli, il selciato tutt'intorno la chiesa costellato di buchi, ghiaia e sterpaglie. Pensare che da un paio d'anni a questa parte la basilica si è trasformata nel crocevia di imprese di restauro, soprintendenze, committenze private e, non ultime, agenzie pubblicitarie. Ognuno si è "preso" il suo pezzo ai chiesa, ognuno io ha sapientemente studiato, ripensato, sistemato: il complesso di corso Magenta ha assistito prima alla rinascita dei colori sfumati e caldi degli affreschi, poi delle corolle lapidee che corteggiano la base del corpo absidale, infine persino alla scoperta della piccola sagrestia, dimenticata e nascosta sotto il campanile. Tutto bene fin qui, o meglio, fino agli inizi dell'inverno che verrà: quando, terminati i finanziamenti stanziati per l'anno scorso, architetti e restauratori commissionati dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Milano faranno i bagagli e lasceranno la basilica. Per quest'anno, infatti, il ministero dei Beni Culturali ha deciso di non erogare fondi per Santa Maria delle Grazie. A rivelare la decisione, il direttore dei lavori e funzionario della Soprintendenza, Libero Corrieri: «Gli interventi sulla basilica, evidentemente, sembrano sufficienti: nessuna attenzione al fatto che sulla parte alta del tiburio non si interviene da oltre cent'anni, nessun riguardo ne le cattive condizioni del chiostro e l'umidità che divora le colonne lungo le navate». Al posto della basilica, «il ministero ha preferito investire su chiese più piccole, come Santa Maria presso San Celso o San Sebastiano in via Torino continua Corrieri . Santa Maria delle Grazie dovrà aspettare il prossimo problema strutturale». Fondi azzerati, dunque, fatta eccezione per i 40 mila euro stanziati per il restauro del portale e per le iniziauve finanziate dagli sponsor privati (come il restauro della parete su corso Magenta). Una decisione, quella del ministero, che ha spiazzato la Soprintendenza, sempre più convinta che per la basilica vada adottato un metodo di restauro continuativo, improntato su quello del Duomo: «Nel '99, quando cominciammo i restauri della chiesa, ci chiamarono perché un pezzo di capitello era caduto lungo corso Magentacontinua l'architetto Corrieri . Allora si temeva per la pubblica sicurezza, poi con gli interventi degli ultimi anni le pareti sono state rinforzate. Ma non possiamo aspettare che cada un altro capitello per capire che la basilica va monitorata continuamente come il Duomo». Dello stesso parere il neo-assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi: «Sorto convinto che la basilica dovrebbe essere tenuta ancor più in considerazione. Ho intenzione di proporre al ministero un accordo che preveda una collaborazione esterna del Comune alla gestione delle Grazie, anche per l'organizzazione di una serie di eventi collaterali capaci di stimolare l'attenzione continuativa della città sulla basilica». Prima fra tutte, fa sapere Sgarbi, la realizzazione di una mostra dedicata a Bramante e al Bramantino, che secondo l'assessore porrebbe svolgersi proprio negli spazi del complesso di corso Magenta. E su cui la Soprintendenza ha già assicurato piena collaborazione.