PAESAGGIO come ricchezza, cultura, espressione del tempo e possibilità di cambiamento. Bellezza, probabilmente da contrapporre al degrado in cui lo stesso paesaggio può trasformarsi improvvisamente, come un inaspettato Giano bifronte. In Sicilia il paesaggio è il luogo della costruzione per eccellenza, e si spera sempre nel migliore dei modi possibili, anche se spesso cosi non è. I progetti dell'architetto siracusano Marco Navarra, nati in silenzio e con la determinazione di chi conosce l'importanza del fare, sono presto diventati degli esempi conosciuti in tutto il mondo, delle medaglie da appuntarsi sul petto, e non solo metaforicamente, visto che nel 2003 il progetto per il Parco lineare di Caltagirone ha vinto la Medaglia d'Oro del- l'Architettura Italiana nella sezione "opera prima". Da un paio d'anni Navarra si è inventato i "picnic" dell'architettura, intorno al Parco lineare di San Michele di Ganzarla, per muovere energie e interesse sperare che il suo progetto, avviato conia trasformazione dell'ex linea ferrata che attraversava Caltagirone in una pista ciclabile o per passeggiate, possa avere un prosieguo. Il parco è segnato da colori differenti, dominato da rosso, verde e giallo che si trasformano in indicazioni ben precise: ad esempio segnalando, ciascuno con la propria cromia, il passaggio di animali o di mezzi. Una passeggiata da compiere nella parte più interna della Sicilia, attraversandola proprio nel cuore. Progetto che comunque necessita di tutela e di attenzione perché altrimenti rischia di scomparire inghiottito da quello stesso paesaggio che invece vuole valorizzare in modo nuovo. L'appuntamento di quest'anno si chiama "Picnic al tempio" coinvolge studenti e giovani architetti, e vede oggi e domani una serie di work-shop, incontri e spettacoli nell'area dell'ex stazione di San Michele. Mostre, installazioni, bar temporanei, feste, musica e recitazione con chiusura affidata a "II ritorno di Euridice" di Teatro Iaia, con l'attrice Donatella Finocchiaro e il sassofono di Gianni Gebbia, domani sera alle21. Dice l'architetto: «Il problema del costruire oggi è da vedersi in relazione alla definizione di contemporaneità. E' una definizione complessa, perché in realtà quando si parla di "contemporaneità" si pensa ad una relazione temporale, ma in realtà è un concetto da collocare in una prospettiva culturale, senza pregiudizio sulle modalità di intervento. Anche un restauro o una ricostruzione possono essere contemporanei, con un progetto libero da ideologie strutturate in modo categorico». Marco Navarra, che insegna Progettazione e composizione architettonica e urbana alla facoltà di Architettura di Siracusa, è stato tra i finalisti del Premio Miesvan Der Rohe nel 2003 (poi vinto da Zaha Adid);i suoi lavori sono spesso citati nelle riviste internazionali, come ad esempio la rivista giapponese AU che celebrando l'architettura tricolore colloca il lavoro di Navarra tra le proposte più interessanti del panorama italiano. Adesso l'architetto sta lavorando ad una nuova serie di progetti: sempre a San Michele di Ganzarla è in corso di realizzazione la nuova piazza del Municipio, il cantiere è già aperto e la consegna è prevista per la fine del prossimo anno. «Un altro progetto a cui tengo molto dice Navarra è quello in corso per un agriturismo, Valle dei Margi. Un lavoro che è ideato per muoversi al di fuori dei luoghi comuni, e che sarà incentrato sui concetti di spazio, trasparenze e superfici specchianti affidate al vetro. Dentro l'agrumeto stiamo organizzando nuovi padiglioni, per muoversi al suo interno, per immergersi in questo luogo. Una parte sarà dedicata all'ospitalità, un'altra invece alla lavorazione delle arance per la produzione di marmellate e prodotti tipici». Rileggere il paesaggio siciliano per Marco Navarra significa ribaltare il senso della tradizione senza tradire il passato: così ha fatto ad esempio alla Biennale di Venezia del 2004, quando ha adoperato le cassette di plastica destinate al trasporto degli agrumi per la realizzazione di "case temporanee e d'emergenza". «Una sperimentazione dice l'architetto per raffigurare un intervento dentro il paesaggio che tenga conto di nuove esigenze e possibilità». Da sempre la Sicilia è un punto di riferimento per il paesaggio, per la riconfigurazione di un dato essenziale nella lettura di un luogo: se si pensa che uno dei suoi più grandi teorizzatori, Rosario Assunto, padre della moderna estetica del paesaggio, era nisseno, si comprende come questi luoghi possano essere emblematici nella narrazione di questo racconto.