NON sono un meridionalista accanito, " l'I in n con il tempo lo sto diventando: perché ad un certo punto si finisce per perdere la pazienza e dunque si decide di scendere in campo per combattere battaglie culturali sacrosante, come per esempio quella in difesa degli ulivi pugliesi». Martino Bonomo, da ieri presidente regionale del Fai (Fondo per l'ambiente italiano) si presenta con questo biglietto da visita. Ordinario di Chirurgia generale, nel cassetto un sogno di gioventù (il giornalismo d'inchiesta), il professor Bonomo accetta l'incarico di guidare il Fai pugliese con grinta ed entusiasmo. Tanto che subito aggiunge: «Riguardo lo scempio ormai annoso del nostro patrimonio vegetale, è necessario essere realisti: prima di inveire contro i "committenti" del traffico illecito, dobbiamo prendercela con i nostri conterranei che si prestano al gioco per mero guadagno». Il guanto è lanciato: il Fai scende in campo in difesa dei patriarchi verdi con una serie di iniziative presentate ieri al Castello svevo: insieme a Bonomo, Paolo Lepore, capo delegazione barese, Gianni Picella del Comitato per la tutela degli ulivi secolari, Livia Semeraro, docente di storia dell'arte, e la gallerista Mari-lena Bonomo. Prima mossa abbinare la tutela degli ulivi ai "Luoghi del cuore", terzo censi-mento nazionale organizzato dal Fai: è possibile aderire alla campagna attraverso il sito del Fai (fondoambiente.it) e di Repubblica, con una mail indirizzata a c.marinatofondoam-biente.it o con le cartoline disponibili in tutte le filiali di Banca Intesa entro il 15 settembre. L'obiettivo è quello di raccogliere il massimo sostegno per portare il problema all'attenzione dell'Unesco e ottenere il sigillo di patrimonio dell'umanità per i nostri alberi. Asostegno dell'iniziativa, nei prossimi giorni in tutti i musei e i siti archeologici sarà affisso un manifesto Fai che intende catturare anche l'attenzione dei turisti. E per sensibilizzare ancor più l'opinione pubblica, la mattina del 18 luglio alla masseria Giardinelli, a Laureto di Fasano, è in programma il convegno "Gli ulivi nel cuore": fra i relatori, Angela Cinquepalmi, direttrice del Museo di Egnazia, Guido Bongi, ricercatore del Cnr di Perugia che sta studiando l'età degli ulivi pugliesi attraverso sofisticati esami dal dna al radiocarbonio, l'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Go-delli, Tatiana Kirova, funzionario dell'Unesco e docente al Politecnico di Milano. Alla battaglia in difesa degli ulivi pugliesi, si affianca anche la delegazione lucana del Fai, forte del fatto che la Regione Basilicata si è da tempo dotata di una severa normativa per la difesa delle piante. Al contrario della Puglia, dove tutto tace: il risultato è che migliaia di ulivi secolari continuano a sparire, nottetempo, a bordo di Tir, legati e impacchettati come au-tentiche opere d'arte: prendono la via del nord, dove andranno ad abbellire - e ben presto a morire - ville e parchi privati. Particolarmente attivo in difesa delle piante è da anni il comitato coordinato da Gianni Picella: sua l'i-dea di chiedere la protezione dell'Unesco, appello al quale hanno aderito fra gli altri lo scrittore Sepùlveda, il regista Winspeare, i l musicista Battiato. «Gli ulivi hanno bisogno del contributo di tutti», dice Picella che ha promosso anche una mostra itinerante a tema. Tutti insieme, dunque, per difendere il nostro patrimonio verde. Ma accanto alla battaglia per gli ulivi, il Fai pugliese promuove altre manifestazioni: Livia Semeraro e Margherita Bonomo, per esempio, hanno presentato ieri un progetto sullacultura orientale studiato insieme all'Accademia nipponica di Matera: per fine anno sono in programma incontri, proiezioni cinematografi che e mostre. E per chi volesse sostenere il Fai, l'appuntamento è perii 4 agosto alla masseria Rodos di Rosarmarina con la festa-raccolta fondi "Jazz Wine": suona il Jazz Studio quartet diretto da Paolo Lepore.