Il sindaco: «Il rilancio si realizza con il turismo, non favorendo attività dubbie» SpinazzolaL'incontro «Futuro delle Grottelline e della Città, immondezzaio o sito archeologico da valorizzare?» è diventato ben presto per i partecipanti la cartina tornasole di chi concretamente intende opporsi all'insediamento delle discariche sul territorio. Il «no», inconfutabile, finalizzato alla salvaguardia del patrimonio archeologico, quello ambientale, paesaggistico, contro ogni eventuale rischio per la salute pubblica arriva dal sindaco Carlo Scelzi accomunati con chi a Spinazzola per l'incontro è giunto da Poggiorsini e Altamura. I primi coinvolti perchè l'area delle «Grottelline» è solo a poco più di tre chilometri dal loro centro abitato. Gli ospiti di Altamura, perché testimoni e vittime delle conseguenze che una discarica provoca sul territorio. La latitanza riscontrata durante la conferenza delle forze politiche di Spinazzola, dei sindacati, delle associazioni non è passata inosservata. Dopo la ricostruzione documentata dal corrispondente della Gazzetta, Cosimo Forina, sulla scoperta dell'area archeologica alle «Grottelline», si è giunti alla lettura di alcuni stralci di quelle relazioni, introvabili nel Palazzo di Città e fornite in copia dalla Soprintendenza al commissario prefettizio Mariannina Milano che ha chiesto la revoca del contratto di autorizzazione della discarica di Bacino Ba4 in località «Grottelline» al presidente della Regione Nichi Vendola. Un contratto sottoscritto per la durata di 17 anni alle «Grottelline» con la Tradeco, società già posta sotto inchiesta per i gravi fatti scoperti nella discarica di Canosa: inquinamento ambientale anche con sostanze cancerogene, falsificazione di documenti. L'avv. Vincenzo Giancaspro, presidente associazione «Senzareti» di Altamura ha sottolineato come «le opposizioni prima della scoperta del villaggio Neolitico, sull'insediamento della discarica alle Grottelline sono state da parte del Comune di Spinazzola blande e persino inesistenti. Infatti, nel procedimento dinanzi al Tar di Bari proposto dal Comune di Poggiorsini, ora appellato al Consiglio di Stato, il Comune di Spinazzola, maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Savino Saraceno, non si è nemmeno costituito». «Inoltre resta sempre senza risposte il perché, le relazioni della Soprintendenza, consegnate al Comune dal 2003 al 2005 non siano state mai inviate all'autorità di Bacino e alla Regione Puglia. Mentre si è preferito richiedere alla Soprintendenza se vi era la possibilità che nella stessa area a ridosso del sito archeologico potesse convivere oltre alla discarica di Bacino anche altra discarica di rifiuti speciali non pericolosi». Per Alessio Di Palo, giornalista di Radio Regio di Altamura, «il dissolvimento di documenti non rappresenta un fatto nuovo. Ormai una consuetudine riscontrata a Canosa come ad Altamura. Documenti che spesso sono prova di illeciti». Il giornalista Carlo Vulpio non ha risparmiato chi ha scelto di privare il territorio dell'opportunità di un reale sviluppo con la valorizzazione del sito Neolitico, pensando invece di asservire la Murgia con arcaiche attività che la mortificano, come quelle di una o più discariche. Infine il sindaco Scelzi: «Spinazzola non è terra di conquista per attività dubbie, il nostro futuro guarda al turismo, al rilancio della città».
Spinazzola, no alla discarica sulla Murgia
Il sindaco di Spinazzola, Carlo Scelzi, ha affermato che la città non è terra di conquista per attività dubbie e che il suo futuro guarda al turismo e al rilancio della città. L'incontro con le forze politiche, i sindacati e le associazioni di Altamura ha discusso dell'insediamento di discariche sul territorio, in particolare alle Grottelline, un sito archeologico. I partecipanti hanno espresso opposizione all'insediamento delle discariche, affermando che potrebbe danneggiare il patrimonio archeologico, ambientale e paesaggistico.
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