Il WWF ha presentato una ricerca, svolta con 7 atenei e raccolta nel volume "La cattiva strada", che fa il punto sui limiti procedurali e ambientali della Legge Obiettivo. E propone un decalogo per superarli Su 78 progetti preliminari riguardanti la costruzione di opere pubbliche in Italia, ben 64 hanno ottenuto il giudizio positivo nella procedura di valutazione di impatto ambientale. Questo grazie alle procedure accelerate della Legge Obiettivo. Su cui però il WWF esprime forti perplessità nell'ambito di una ricerca presentata in una tavola rotonda il 27 giugno insieme all'Università di Roma 3. Raccolto nel volume "La cattiva strada", lo studio è stato svolto con gli atenei di Camerino, Firenze, L'Aquila, Napoli, Reggio Calabria, Roma Tre, Venezia e fa il punto sui meccanismi normativi, procedurali della Legge Obiettivo e su 9 casi studio riguardanti altrettante grandi opere (Passante di Mestre, Corridoi Tirrenico Nord e Sud, il ponte sullo Stretto di Messina, il quadrilatero Umbria-Marche, l'AV Torino-Lione, il Terzo Valico dei Giovi, la Pedemontana Lombarda, l'autostrada Bre-Be-Mi). Il meccanismo alla base della Legge Obiettivo, oltre al WWF, non convince neanche la Commissione Europea, che ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia. Molti i problemi da essa generati: conflitti a livello europeo e locale, distruzione del patrimonio ambientale, problemi di copertura finanziaria. I progetti, infatti, sono spesso senza copertura finanziaria (il 34 delle delibere del 2003, il 45 delle delibere del 2004 e il 90 delle delibere del 2005), i 264 miliardi di euro previsti per la realizzazione di 235 opere e 531 progetti ipotecano seriamente i conti pubblici italiani dei prossimi 10 anni, secondo la Corte dei Conti. Livorno Civitavecchia in costruzione (Panda Photo) Inoltre, nella programmazione delle infrastrutture, manca qualsiasi valutazione strategica delle risorse paesaggistiche e ambientali che verrebbero investite o irrimediabilmente perse dal nostro Paese. Dalla prima indagine degli impatti potenziali sulla biodiversità, emerge, ad esempio che le opere della Legge Obiettivo interferiscono con 84 aree naturali protette (nazionali o regionali), pari al 7 delle 1.100 diverse aree tutelate italiane, provocano la frammentazione dell'8 dei Siti di Interesse Comunitario (192 su 2.330) e interessano circa il 30 (64 siti) delle IBA (Important Birds Area) le aree individuate a livello europeo e tutela dell'avifauna. Secondo l'approccio ecoregionale del WWF, le opere autostradali interessano complessivamente 76 unità di paesaggio, che presentano i più alti valori di biodiversità del nostro Paese (con 129 interferenze) e gli assi ferroviari strategici 39 unità di paesaggio (con 55 interferenze). Ecco perchè, secondo il WWF, gli strumenti e le politiche che hanno consentito di dare le autorizzazioni a interventi senza che siano valutate le compatibilità economico-finanziarie, ambientali e territoriali, devono essere oggetto di un ripensamento radicale. A questo serve il decalogo per superare la Legge Obiettivo, presentato a CGIL e Ministero dell'Ambiente, una serie di proposte concrete, a cominciare dal ripristino delle regole di trasparenza della Legge Merloni, il rispetto della procedura di VIA impostata dall'Unione Europea e la necessità di dare meno potere ai concessionari autostradali. Leggi la sintesi dei 9 casi studio presi in esame dal WWF e dagli esperti di 7 atenei "La cattiva strada", sintesi dello studio del WWF in cui si fa un'analisi dell'impatto delle opere della Legge Obiettivo su reti ecologiche, aree protette e biodiversità (18,8 Kb, pdf) Un'analisi del WWF sullo stato di attuazione della Legge Obiettivo
Grandi opere, la "cattiva strada" della Legge Obiettivo
Il WWF ha presentato una ricerca che analizza gli impatti ambientali e procedurali della Legge Obiettivo. Il testo esamina 78 progetti di opere pubbliche in Italia e trova che 64 hanno ottenuto il giudizio positivo nella procedura di valutazione di impatto ambientale grazie alle procedure accelerate della Legge Obiettivo. Tuttavia, il WWF esprime forti perplessità su questo aspetto. La ricerca, raccolta nel volume "La cattiva strada", esamina 9 casi studio riguardanti grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina e l'AV Torino-Lione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo