Definire Antonio Natali neodirettore degli Uffizi «fresco di nomina» suona come uno sberleffo, con l'afa che tappa Firenze. Comunque lo storico dell'arte 55enne ha da poco ricevuto il timone della Galleria d'arte dello Stato più visitata d'italia. Nato a Piombino, gran conoscitore del Manierismo e del '500 toscani, guida il museo in cui è cresciuto per uno stipendio di 1.600 euro al mese con 25 anni di anzianità. «Vergognoso, non per me, per tutti quelli come me dei Beni Culturali», commenta. A quale problema vuol mettere mano, per iniziare? «Premetto che eviterei i proclami altisonanti. Per iniziare, aspiro a distanziare meglio le opere perché siano viste come testi poetici e non come feticci del turismo. Ad esempio nella sala di Tiziano la concentrazione è tale che la gente si stordisce. Ci sono appena 20 centimetri tra un quadro e l'altro. Penso a un sfoltimento per creare intervalli più adeguati: di conseguenza le opere scorreranno lungo le sale, ad esempio il Tondo Doni di Michelangelo dall'attuale sala 3 andrà in una successiva, come la 45. Riconosco d'aver contribuito io stesso a questo affollamento, per non tenere quadri nei depositi. Come l'ultimo arrivato di Tiziano, il Cristo risorto, che ho messo sopra una delle due porte della sala, ma non è il posto migliore». Qui si cade nel tema dei nuovi, ampliati, Uffizi: quando li vedremo? «Secondo i piani fra due anni avremo le prime consegne». Nei depositi sono conservati tanti dipinti che proprio lei ha esposto con le mostre dei «mai visti». E la bellissima collezione Contini Bonaccossi è visitabile solo su prenotazione. «La Contini Bonacossi avrà il suo spazio, è in una sorta di appartamento che sarà nel circuito visitabile. Chiarisco di aver allestito le mostre dei «mai visti» per far capire l'importanza dei depositi dai quali, tutto sommato, non c'è da aspettarsi capolavori come talvolta si dice. I depositi sono serbatoi del gusto, fondamentali perché il gusto può cambiare e un domani puù far salire in Galleria opere ora nei depositi e viceversa». Il Corridoio vasariano: lo immagina con o senza quadri? «Auspico - senza voler fare polemiche - che si possa puntare non a un luogo di trasferta aerea dagli Uffizi a Palazzo Pitti ma a un luogo espositivo per una parte della collezione degli autoritratti: ne abbiamo 1.600, più un migliaio di ritratti dalla raccolta iconogratica. Fanno 2.600 pezzi, non tutti degni d'essere esposti, molti su carta, però vedrei bene un museo nazionale del ritratto un po' come a Londra c'è la National Portrait Gallery, magari nel vicino palazzo in San Firenze quando ci non sarà più il tribunale". L'uscita del museo progettata da lsozaki: si farà mai? «A mio parere andrebbe fatta, l'attuale scivolo sghembo non è adeguato. D'altronde l'architetto ha vinto un concorso internazionale con i massimi organismi dello Stato. Oppure abbiamo scherzato?». Il museo ha problemi di custodi. «Sono problemi reali. Con i sindacati, e la direttrice del personale Silvia Sicuranza, abbiamo concordato due riunioni fisse al mese oltre a quelle per evenienze straordinarie. Mi rallegra che siano arrivate le divise dei custodi: sembra cosa da poco, non lo è». E le lunghe code all'ingresso? «Per le giuste norme di sicurezza non possiamo avere più di circa 940 persone nello stesso momento nel museo. La velocità di smaltimento delle file dipende da chi frequenta la Galleria: più la visita è meditata e lunga, più lunga sarà l'attesa. Con visitatori "mordi e fuggi" si aspetta meno. E' un paradosso, lo so». Agli Uffizi piovono richieste continue di prestiti. Lei è favorevole? «Non sono contrario a priori, ma concederli è sempre un rischio per il museo e occorre valutarlo. Abbiamo opere capitali e intangibili, cito solo i Leonardo o il Toodo Doni di Michelangelo. Ci sono prestiti utili per mostre scientificamente importanti, altri non li ritengo proprio possibili. Avverto che la mia opinione riguarda più l'etica che la pratica, esprimo un giudizio e non decido io».
Agli Uffizi quadri meno fitti: non sono feticci turistici
Antonio Natali è stato nominato neodirettore degli Uffizi. Il suo primo obiettivo è quello di migliorare l'esperienza del visitatore, riducendo la concentrazione eccessiva delle opere d'arte. Vuole creare intervalli più adeguati tra le opere e ridurre l'affollamento. Inoltre, vuole aumentare la visibilità delle opere dei depositi e della collezione Contini Bonacossi. Natali è anche critico con l'attuale uscita del museo progettata da lsozaki e vuole che venga realizzata. Inoltre, vuole migliorare la sicurezza e ridurre le code all'ingresso. Infine, è scettico sui prestiti delle opere d'arte agli altri musei.
Artista / Persona
Bene culturale
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