Qual è lo stato dell'arte in Italia? Non prendetela come la traduzione dello state of the art degli inglesi, non voglio fare il punto su una certa situazione. Mi riferisco proprio alle condizioni di salute della pittura, della scultura e di altre nobili discipline. Da qualche tempo, infatti, noto un preoccupante fenomeno: dopo le offerte d'investimenti mirabolanii in Nigeria, i Rolex taroccati, il Viagra a prezzi di saldo e il «penis enlarge patch» (ignoro come agisca, però mi affido alla vostra immaginazione), il maggior numero di messaggi indesiderati che intasano la mia casella di posta elettronica al Giornale proviene da improbabili «operatori culturali», gallerie, agenzie di pubbliche relazioni, mercanti, a me totalmente sconosciuti, che reclasnizzano i più scombiccherati eventi artistici. Viceversa, a un mio indirizzo di posta privato non v'è traccia di questa spazzatura. Ne deduco che pierre e gallerie d'arte riservano prevalentemente al giornalisti ll cosiddetto spamming, cioè la diffusione via internet di messaggi pubblicitari non richiesti dal destinatari. Questo significa che, pur di farsi in qualche modo notare, gli artisti o chi li rappresenta tempestano di e-mail importune direttori, editorialisti, cronisti di nera e di giudiziaria, insomma chiunque abbia l'abitudine di chiudere i propri articoli indicando, per comodità dei lettori, l'indirizzo di posta elettronica. Non sanno manco a chi stanno scrivendo, copiano, incollano, inoltrano. Non gliene frega assolutamente nulla se chi riceve non si occupa d'arte o, magari, non ha mai messo piede agli Uffizi. L'importante è notificargli che esistono. A che mezzi o mezzucci avranno fatto ricorso Giotto e Michelangelo per comunicare al mondo che erano bravi? Saperlo. Credo peraltro che le manifestazioni così maldestramente reclamizzate abbiano il loro unico punto d'attrazione nel buffet. Me ne resi conto quella volta che a Roma fui invitato da Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, a partecipare alla conferenza stampa di presentazione di un programma che mi vedeva impegnato come autore. Mentre all'Es, un avveniristico hotel simile al ponte di una nave, i giornalisti assistevano alla proiezione della prima puntata, notai in fondo alla sala alcuni tipi felliniani che si spazzolavano tartine e aperitivi. Chiesi a Ruggero Miti, curatore della trasmissione: ma quelli chi sono? Risposta: «Boh, e chi lo sa? Nessuno li ha invitati. Si materializzano come per magia ovunque vi sia un ricevimento». Vale comunque la pena di soffermarsi sugli indizi di valore contenuti nei messaggi di posta elettronica degli artisti, generalmente preceduti dalla formula «Gent.mo Giornalista, Spett.le Redazione», che già di per sé non predispone alla lettura chiunque abbia superato la scuola primaria. L'elemento più evidente che li accomuna è questo: non ci si capisce un'acca. Si fa persino fatica ad afferrare quali labirintici percorsi abbiano condotto protagonisti e organizzatori ad assumersi l'incomodo di promuovere il vernissage. Due giorni fa, se avessi dato retta a questi signori, avrei dovuto farmi trovare alle sei di sera alla Certosa di Firenze per l'inaugurazione di «Giuseppe Gavazzi. Mostra a cura di Max Seidel. Mario Ruffini. Sequenze e Neumi per Gavazzi. Inni di terracotta per tromba sola e live electronics'. Ecco invece uno degli eventi cui ero invitato la scorsa settimana (trascrivo pedissequamente): «La Nazionale Femminile di Ginnastica Ritmica, l'artista neo-espressionista Caro e la compilation GrooveCafe protagonisti del 5' appuntamento con gli "aperitivi creativi" al Grand Visconti Palace di Milano». Già comincio a sentirmi male. «"ModartGoya" -Vivere con Arte, il progetto realizzato dalla Modart Agency in collaborazione con Goya Magazine e Paloalto Community, che trasforma il momento dell'Happy hour in un incontro culturale e artistico aperto alla città». Ah, be', potevate dirmelo subito. «Verranno presentate le fotografie, realizzate dal fotografo Gianluca Vantaggiato di Seven Side Studio per l'iniziativa "Modelle per un giorno". Verrà inoltre proiettata sui megaschermi dual visione frontal vision Domocasa, una speciale selezione delle immagini più affascinanti delle ragazze durante le loro migliori perfomance». Non sto più nella pelle. «A creare un'atmosfera particolarmente rilassante in armonia con il tema della serata ci sarà anche la possibifità per alcuni ospiti di provare le tecniche del massaggio Shiatzu, proposte da un'esperta massatiatrice». Quasi quasi informo il prircipe. «All'inizio della serata prosegue anche il Contemporary Contest, il concorso per artisti contemporanei che mette in palio la possibilità di accedere al prestigioso atelier di Art Institutions. Questa settimana, il comitato artistico e il pubblico saraiino chiamati a giudicare le opere del Maestro d'arte e Direttore Artistico dell'Accademia Italiana del Terzo Millennio Carlo Roccazzella in arte "Caro", uno tra i più rappresentativi pittori neo-espressionisti italiani, la cui produzione artistica vede la donna come protagonista». Che cosa mi sono perso. Il comunicato stampa precisava che l'ingresso era libero, bontà loro. Ma si chiudeva con questa avvertenza: «Consumazione 8,00». Un tempo, almeno, offrivano cocktail e tartine.
L'arte? Più che in galleria oggi si trova in un tunnel
L'autore del testo lamenta il fenomeno di spamming di e-mail da parte di gallerie d'arte, operatori culturali e mercanti che inviano messaggi pubblicitari non richiesti ai giornalisti e agli altri professionisti. Questi messaggi sono spesso incomponibili e contengono informazioni inutili. L'autore si chiede come gli artisti o chi li rappresenta abbiano fatto ricorso a tali mezzi per comunicare al mondo la loro presenza. Inoltre, il testo descrive una serie di eventi artistici che l'autore non ha partecipato, ma che sembrano essere stati organizzati in modo poco chiaro e con un'enfasi sull'aperitivo e il consumo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo