San Pietroburgo. L'Italia, tanto per cambiare, esporta cultura; anche se, da noi, la cultura resta un bel problema: "Per provarci a risolverlo, bisogna recuperare l'idea che i fondi ad essa destinati rappresentano un investimento strutturale, e anche produttivo, per il Paese; si deve accrescere la disponibilità, anche puntando sulle defiscalizzazioni; vanno valorizzate le competenze e rivitalizzate le amministrazioni. Uno svecchiamento è fondamentale: bisogna assumere soltanto per merito; bocciare un sessantenne incapace, per assoldarne uno di 25 anni, ma bravo", spiega Salvatore Settis, il futuro presidente ("non sono ancora stato nominato, anche se Rutelli l'ha annunciato") del Consiglio nazionale dei Beni culturali. Poi, continua: "L'anzianità non deve più far grado; oggi, degli archeologi classici ignorano il greco". Settis è qui per ricevere il premio Grinzane-Ermitage, alla prima edizione, sesta tappa all'estero del prestigioso "Grinzane-Cavour", tra Biarritz e L'Avana, che celebra i suoi 25 anni: "In un quarto di secolo, abbiamo coinvolto, nelle 23 giurie sparse per il mondo, 300 mila giovani", dice Giuliano Soria, "anima" di quella che per l'assessore piemontese alla Cultura Gianni Oliva è "una tra le eccellenze della cultura, e non soltanto nella nostra Regione". Con Settis vengono premiati Sergei Olegovic Anrdosov, che sa tutto della scultura italiana dal Quattro al Settecento ed è curator all'Ermitage, e due studenti, che hanno tradotto Le 23 giornate d'Alba di Beppe Fenoglio; mentre Alain Elkann, che presiede a Torino la Fondazione del Museo Egizio, e Francesco Buranelli, che dirige i Musei Vaticani, discutono con i loro colleghi di qui il futuro dei musei nel mondo, e, nel delizioso teatrino di Giuseppe Quarenghi, Michail Piotrovskij, che dirige l'Ermitage (3 milioni d'oggetti su 200 mila metri quadrati: il massimo museo al mondo), officia le cerimonie e spiega che "nell'ex Stato maggiore nascerà il nuovo museo dell'Otto e Novecento". Gemellaggio, insomma, con una città sempre più viva (lunedì, un gruppo d'artisti è entrato nel Guinness dei primati: la più grande cartolina al mondo, 150 metri quadrati, 56 chili di peso, 200 francobolli per spedirla al museo dove sarà conservata). Parla italiano il restauro della Porta di Pietro nella Fortezza di Pietro e Paolo; a concorrere per far nascere il grattacielo di Gasprom c'è anche Massimiliano Fuksas; la presenza italiana nella "Venezia del Nord" non si coniuga dunque soltanto al passato; "le 135 sculture della collezione veneziana dell'abate Farsetti, dopo quelle di Leonardo, sono le opere che più vengono richieste al nostro museo", spiega Piotrovskij. Settis parla di un autore che predilige, Giorgione, nel museo che ne possiede la Giuditta: sciorina inventari ed ipotesi con "la sua passione di un rigore ostinato in un'epoca d'approssimazione", come recita la motivazione del premio; gli è accanto Irina Artemieva, che delle opere veneziane di quest'immenso museo (lo Zar comperò anche le ultime rimaste nello studio di Tiziano) sa ogni segreto. Il console generale Marco Ricci ricorda che quello intitolato a Caravaggio è stato proclamato il "profumo dell'anno". Ah, dove sa arrivare questa cultura, quando non le vengono negate le risorse.