Da Fondi a San Felice Circeo ecomostri e abusi ambientali Tre i vessilli assegnati al Lazio. Parlati: «Sono i nuovi pirati del mare» Legambiente torna con le sue bandiere nere, per bollare i cosiddetti "pirati del mare", ovvero coloro che non rispettano l'ambiente. Il Lazio ha saputo distinguersi in negativo, ancora una volta non mancano i casi di progetti, di interventi realizzati, di abusi non condannati definitivamente. Tre sono i vessilli assegnati dalla regione e rispettivamente assegnati: all'Amministrazione comunale di Fondi (Lt) «per il mancato abbattimento dell'Ecomostro dell'Isola dei Ciurli», alla Società Penta srl «per la proposta di raddoppio del Porto di San Felice Circeo (Lt)» ed allo stabilimento balneare Sole e Luna di Marechiaro «che ha aggredito uno dei pochi lembi integri di costa ad Anzio». Diventerebbero oltre 500 i posti barca del porto di San Felice Circeo, secondo il progetto della Società Penta srl recentemente ripresentato, più del doppio di quelli esistenti, «con una grave compromissione», sottolinea Legambiente, «dello splendido ecosistema della zona del Parco Nazionale del Circeo». L'ampliamento portuale previsto dal progetto, già bocciato una prima volta grazie al ricorso al Tar fatto dai cittadini e da Legambiente, comporterebbe, avverte l'associazione, un enorme impatto sull'area, disturbando inoltre i numerosi cetacei avvistati nel braccio di mare compreso tra il Circeo e l'arcipelago Ponziano, che invece nello studio di impatto ambientale sono del tutto scomparsi. «Questa è anche una bandiera nera», spiega Legambiente, «fortemente simbolica, per uno dei progetti di porto forse tra i più distruttivi nella regione, ma ben accompagnato da troppe altre proposte di sventramento delle nostre coste, che vanno con decisione bloccate: secondo le linee guida del Piano della Mobilità già approvate dalla Giunta della Regione Lazio, sarebbero ben 14.000 i nuovi posti barca tra porti e approdi da allargare, ampliare e realizzare». Quanto allo stabilimento balneare "Sole e Luna" di Marechiaro ad Anzio, si è guadagnata una bandiera nera, per aver attaccato un'area caratterizzata dalla presenza della falesia, uno sperone di argilla attualmente a rischio frana per l'assenza di vegetazione e di interventi di restauro ambientale. Terzo vessillo nero nel Lazio, per l'Ecomostro dell'Isola dei Ciurli: con i suoi 21 scheletri che da quasi quarant'anni occupano una meravigliosa area di agro pontino, sta ancora là, in bella nostra, scempio della piana di Fondi (Lt), visto che il Comune di Fondi (Lt) non l'ha ancora abbattuto, nonostante la recente sentenza del Tribunale di Latina abbia condannato il costruttore ad un anno di arresto, quarantamila euro di ammenda, la confisca dei terreni per lottizzazione abusiva, affidando proprio all'amministrazione l'impegno all'acquisizione dell'area ai fini della demolizione. «Il mare ed il litorale», ha dichiarato Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio, «con i suoi 360 chilometri di coste sono una grande ricchezza per la nostra regione per la quale la Regione Lazio deve mettere in campo una programmazione unitaria, volta alla salvaguardia e alla valorizzazione: continuano, invece, ad assommarsi troppi progetti scassacoste che rischiano di farci perdere definitivamente una parte del territorio così bella e importante, una risorsa finita che deve avere molta più attenzione». «Stop allora», aggiunge, «alle proposte di nuovi porti, alle concessioni per decenni agli stabilimenti, ai progetti di sfruttamento aggressivo del litorale, agli abusi».