Frizione Soprintendenza-Comune sul poster che copre i ponteggi. E sui tetti del museo spunta un mostro metallico Avete presente il lungo tendone-poster, supersponsorizzato,raffigurante Palazzo Pitti, da qualche tempo calato come arredo urbano 'compatibile' sui ponteggi issati proprio davanti al Palazzo? Non ha provocato un incidente diplomatico tra Comune e Soprintendenza ai Beni Architettonici e al paesaggio, ma insomma si è reso necessario un chiarimento istituzionale. Telefonico e, poi, nero su bianco, tra Paola Grifoni, 54 anni, romana, soprintendente e gli uffici dell'assessorato allo sviluppo economico. «Ma no, no, è stata solo una comunicazione scritta», spiega Grifoni. Tutto è cominciato diverse settimane or sono con un controllo dei vigili urbani, per la verifica delle autorizzazioni. Tanto più da quando, alcune settimane fa, è partita la campgna «Ama Firenze» sul decoro urbano. Altro argomento, ma insomma un chiarimento era richiesto anche sotto questo aspetto. Spiega la soprintendente che, però, quei vigili urbani non avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione per il semplice motivo che «Palazzo e Piazza sono proprietà del Demanio, dello Stato». Momenti di attrito? «No, nessuna polemica. Cerchiamo di non sollevarle, se non quando è proprio necessario...... Naturalmente nei rapporti istituzionali più che altrove forma equivale a sostanza. E rispetto reciproco dei ruoli. Dopo la richiesta dei vigili e i primi, telefonici scambi di vedute, Grifoni decide di scrivere due righe al Comune. «L'architetto Laura Baldini ha preparato e inviato tale comunicazione all'assessorato, facendo riferimento a un preciso articolo del codice dei beni culturali. A questa nostra comunicazione non è seguita risposta. Peraltro aggiungo che siamo stati particolarmente attenti a rispettare le dimensioni minime per la copertura rispetto alle dimensioni dei ponteggi. E anche alla pubblicità esposta: non volevo intimo o roba del genere, proprio per una questione di decoro.-Capisco che neanche la pubblicità delle auto sia il massimo...». Già, la pubblicità. «E' importante, vede, da due anni il ministero dei beni culturali ha invertito la tendenza». Ovvero "sponsorizza" le...sponsorizzazioni? «Diciamo così. E noi, grazie alla società che ci ha proposto, e poi ha trovato gli sponsor, abbiamo potuto provvedere, con 200mila euro, al restauro di un brano della facciata di Palazzo Pitti, circa un quarto. Durata dei lavori, dodici mesi. Dovrebbero terminare nel febbraio 2007. Si tratta di un restauro conservativo». Nel dettaglio di un controllo della pietra serena, della pietra forte, che forte non è a dispetto, del nome. «Un controllo capillare, pietra per pietra, per verifìcare distacchi e sfogliamenti». La collaborazione prosegue sul cantiere agli Uffizi, le esigenze di aperture e chiusure delle strade per far passare mezzi e operai. Proprio sui tetti in corrispondenza degli Uffizi, intanto, i vigili hanno scoperto una enorme gabbia (una pompa di calore? Un impianto di condizionamento dell'aria?) clamorosamente visibile dai Lungarni. Qualcuno dovrà spiegare perché e per come è stato montato.
Il telo delle polemiche. Pitti e Uffizi, gelo istituzionale
La soprintendente Paola Grifoni ha ricevuto una richiesta di autorizzazione per il poster che copre i ponteggi davanti al Palazzo Pitti. La richiesta è stata fatta dai vigili urbani, che hanno controllato le autorizzazioni. Grifoni ha deciso di scrivere una comunicazione al Comune, facendo riferimento a un articolo del codice dei beni culturali. La comunicazione non è stata risposta. Il poster è stato installato per il restauro di un brano della facciata di Palazzo Pitti, con un budget di 200mila euro. I vigili urbani hanno scoperto una gabbia visibile dai Lungarni sulle tetti degli Uffizi.
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