Per la Soprintendenza speciale al polo museale è una svolta che giunge alla fine di un lungo processo di riforma. D'ora in poi l'ente avrà autonomia gestionale e finanziaria. Una novità che significa soprattutto un rapporto più snello con il ministero per i beni culturali. Ma a Venezia la strada del reperimento dei fondi attraverso i privati è già ben rodata. «Si può dire che le sponsorizzazioni siano nate a Venezia - spiega la soprintendente Giovanna Nepi Scirè - Abbiamo una lunga esperienza nell'ottenimento di finanziamenti che ora entreranno direttamente in un bilancio autonomo, senza passare per il ministero, con un notevole risparmio di tempo». Pur essendo ancora in attesa di un regolamento statale, il nuovo regime ha tuttavia già attivato nella Soprintendenza notevoli fermenti e si lavora per adeguarsi agli standard museali europei, secondo i quali il visitatore trova all'interno del museo servizi diversificati. «I nostri progetti più ambiziosi riguardano le Gallerie dell'Accademia - puntualizza Giovanna Nepi Scirè - Con l'acquisizione degli spazi attualmente occupati dall'Accademia di Belle Arti, il cui trasferimento al complesso degli Incurabili è imminente, ci sarà un notevole ampliamento delle aree espositive e l'attivazione di servizi didattici, con una zona mostre multiuso, oltre alLa ristrutturazione delle abituali aree di servizi (caffetteria, guardaroba, hook shop)». Le Soprindendenze speciali per il polo museale vennero istituite alla fine del 2001 per le città di Roma, Napoli, Firenze e Venezia. Questo significò l'accorpamento delle più importanti istituzioni culturali statali, non solamente museali, delle quattro città d'arte. Dalla Soprintendenza per il polo museale veneziano dipendono direttamente i musei statali formatisi, tra il XVIII e XX secolo, per raccogliere i capolavori sottratti alla dispersione, incrementati poi da acquisti e donazioni private. Fanno quindi parte del Polo le celebri Gallerie dell'Accademia, che nel 1996 furono arricchite della Quadreria composta da capolavori, giacenti nei depositi, dipinti tra il quindicesimo e diciottesimo secolo. L'altra perla del polo museale è la Ca' D'Oro, con la galleria Giorgio Franchetti, donata allo Stato dal nobiluomo collezionista, aperta al pubblico nel 1927 e oggetto di un recente splendido restauro. Il sistema si completa poi con il Museo d'arte orientale, sistemato fin dal 1925 all'ultimo piano di Ca' Pesaro, in attesa di esser trasferito a palazzo Marcello in Canal Grande, con il Museo archeologico nazionale, al piano terra dell'area Correr (che è entrato, assieme alle Sale monumentali della Biblioteca Marciana, nel regime di convenzione con i civici musei e si può visitare con un biglietto cumulativo per l'intera Area Marciana) e infine con palazzo Grimani a Santa Maria Formosa, i cui lavori di restauro, curati anche dalla Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio, saranno ultimati tra circa due anni. Allora si potrà ammirare una dimora gentilizia cinquecentesca che è di per se stessa un museo, con l'aggiunta del patrimonio collezionato nei secoli dalla grande famiglia veneziana.