«Fermate immediatamente i lavori nel centro storico!». È l'ultimatum lanciato da Italia Nostra all'Amministrazione comunale di Morciano, alla Soprintendenza ai Beni archeologici ed alla ditta che ha appaltato i lavori di rifacimento del basolato del centro storico del paese. Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento dell'associazione, è perentorio: «Bisogna bloccare subito i lavori se si vogliono evitare ulteriori danni al patrimonio storico-archeologico di Morciano. Sono venuto a conoscenza di quanto successo attraverso alcuni servizi giornalistici della Gazzetta - dice il rappresentante di Italia Nostra - ma non immaginavo che la situazione fosse drammatica come quella che ho potuto constatare di persona». A lanciare l'allarme dalle pagine del nostro giornale era stato il presidente della Pro loco Antonio Renzo, che aveva provveduto a fornire all'Amministrazione comunale ed alla ditta che sta realizzando i lavori la documentazione elaborata dal Politecnico di Bari, dalla quale risulta la dimensione della ricchezza archeologica del piccolo centro del Capo di Leuca, invitando le maestranze quanto meno a non usare mezzi meccanici pesanti. «Ma l'appello di Renzo è rimasto inascoltato - sottolinea Seclì - e i danni oggi sono sotto gli occhi di tutti. La leggerezza con cui sono stati eseguiti i lavori è gravissima - evidenzia il presidente di Italia Nostra - Non si possono effettuare lavori del genere senza effettuare uno studio preventivo della realtà del sottosuolo e senza dotarsi preventivamente del parere della Soprintendenza ai Beni archeologici. Purtroppo il caso di Morciano rientra in una specie di moda imperante che vuole le Amministrazioni comunali impegnate nel rifacimento delle antiche pavimentazioni. In questo caso non si è irresponsabilmente considerata la stratificazione di testimonianze presenti nel sottosuolo, che sono di interesse eccezionale, e si è finito col danneggiare gravemente un patrimonio di ingente valore. Ciò che appare più grave - ha aggiunge - è che a seguito di un incontro sollecitato dalla Pro loco si era addivenuti ad un protocollo di intesa con il Comune, la ditta e la Soprintendenza poi puntualmente disatteso dalla ditta». Da ciò il monito di Italia Nostra: «Bisogna bloccare immediatamente i lavori per evitare ulteriori danni, riconsiderare l'intero intervento alla luce del parere della Soprintendenza ai Beni archeologici e poi predisporre ogni misura necessaria a tutela di questi beni preziosi. Da parte nostra ci riserviamo di attivare qualunque iniziativa utile a preservare questo patrimonio da ulteriori atti scellerati».