Dal primo luglio il Lupanare, dopo un anno di chiusura per restauro, riapre le porte al pubblico. Assieme al più importante dei bordelli della Pompei di duemila anni fa, sarà visitabile per la prima volta anche la casa dell'Ara Massima. Il restauro del Lupanare è stato realizzato dalla soprintendenza con fondi della compagnia San Paolo di Torino. La novità è l'installazione di un sistema per il rilevamento delle persone con sensori a raggi infrarossi. Il progetto di sicurezza «Covar» prevede due livelli di monitoraggio: quello delle superfici affrescate e quello per l'afflusso dei visitatori. Il primo consente di eseguire una serie di indagini utili alla valutazione dello stato di degrado degli affreschi e delle cause che lo determinano. Il monitoraggio dell'afflusso dei visitatori è composto da due cellule ad infrarossi, all'ingresso e all'uscita dell'ambiente che, superato il numero massimo di dieci persone, emettono un segnale di allarme. Mentre al Lupanare si potrà accedere liberamente, le visite alla casa dell'Ara Massima si effettueranno prenotandosi on-line sul sito www.arethusa.net. Susy Malafronte