ROMA - Il vicepremier e ministro dei Beni e delle Attività culturali, Francesco Rutelli, è tornato a Montecitorio per concludere l'audizione con la commissione Cultura sulle priorità del suo programma di lavoro. Per prima cosa ha comunicato di aver chiesto al collega Padoa Schioppa che nella prossima manovra non ci siano ulteriori tagli al settore: «Abbiamo già raschiato il fondo. Bisogna invece aumentarle, le risorse pubbliche, perché, come dice il professor Settis, solo un'alta qualità dell'intervento pubblico porta ad un'alta qualità dell'intervento privato. Per il Fus, mentre il ministero lavora per avviare un'inversione di tendenza, bisogna cercare di recuperare almeno una quota di quanto tagliato». La necessità di trovare risorse non cancella comunque certe realtà: «Ci sono settori dello spettacolo nei quali saranno necessarie profonde riforme. Serve una riflessione. Proprio oggi, ad esempio, è arrivato per Arcus l'allarme della Corte dei Conti, che ha rimandato indietro con valutazione critica sia l'integrazione del programma 2006 sia il programma 2007. Poi ci sono gli enti lirici: ad occuparsene sarà tra l'altro la nuova commissione cultura-economia, che partirà a giorni». Intanto l'Agis ha diffuso una lettera aperta: «Salvaguardare il ruolo della cultura e dello spettacolo è un dovere sociale delle Istituzioni ed un diritto della collettività».
Basta tagli al Fus, si è toccato il fondo
Il vicepremier Francesco Rutelli ha concluso l'audizione con la commissione Cultura sulle priorità del suo programma di lavoro. Ha chiesto al collega Padoa Schioppa di non tagliare ulteriormente il settore dei Beni e delle Attività culturali nella prossima manovra. Rutelli ha anche affermato che bisogna aumentare le risorse pubbliche per garantire un'intervento di alta qualità. Per il Ministero del Fus, è necessario recuperare almeno una quota di quanto tagliato. Rutelli ha anche menzionato l'allarme della Corte dei Conti riguardo al programma 2006 e 2007, e ha annunciato che la nuova commissione cultura-economia si occuperà degli enti lirici.
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