Milano, 29 giu. (Apcom) - In una situazione di debolezza e nella convinzione "dell'essenza pubblica del Teatro", Lissner ritiene necessario poter fare "una programmazione quinquennale e avere la certezza di poterla rispettare". "La certezza delle norme è un punto fondamentale sul quale deve essere improntato il rapporto con lo Stato e con le altre istituzioni pubbliche e le parti sociali. Sono fortemente impegnato - prosegue Lissner - a garantire prospettive a lungo termine ma per questo è necessaria la ricerca di stabilità economica, sociale e artistica basata su nuove regole". Il sovrintendente misure le parole e ilustra attentamente ogni passaggio: "Stabilità economica in un rapporto con le istituzioni pubbliche su un periodo almeno triennale che ci permetta di preparare in anticipo i nostri bilanci con più serenità e rigore, cosa che accade già con la maggioranza dei nostri sostenitori privati". "Stabilità sociale - continua Lissner - attraverso nuove riflessioni per stabilire regole destinate a una razionalizzazione più efficace dell'organizzazione del lavoro". E infine, afferma Lissner: "Una stabilità artistica imposta dalla trasformazione profonda che sta vivendo il sistema internazionale dei teatri d'opera e nella quale anche la Scala non può più sottrarsi al fine di elaborare con tutti i più grandi teatri del mondo una programmazione che si sviluppi su almeno quattro stagioni" "Lavorare per il futuro della Scala - conclude Lissner - significa affermare la sua internazionalizzazione che passa attraverso una politica artistica di coproduzioni, di ospitalità e di tournée.". Il sovrintendente si è detto infine "assolutamente d'accordo" con lo spirito del 'decreto Montecchi' e ha annunciato che il 6 luglio incontrerà il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli