Se il bene culturale è necessariamente frutto di un investimento, grande o piccolo che sia, può diventare a sua volta produttore di ricchezza? Le fondazioni americane da tempo ci hanno abituato all'idea che business e cultura non necessariamente debbano viaggiare su binari separati. Tale consapevolezza è approdata anche su queste sponde dell'Atlantico. I nostri cugini d'oltralpe l'hanno da tempo decisamente fatta propria. Non a caso la Francia è il Paese europeo con il flusso maggiore di turisti. Pare che nel corso dell'anno passato qualcosa come 18 milioni di persone siano andate al Louvre. La Francia si è decisamente lanciata su questo corso. Nell'ultimo numero la rivista Challanges ha pubblicato un'inchiesta sui «10 monumenti più redditizi», in cui analizza i profitti, complessivi e per visitatore, di dieci siti di rilevanza culturale. La politica è deliberata e pensata fino in fondo con piglio manageriale. I principali beni culturali (e tra questi vi sono anche molte chiese storiche di proprietà statale) sono gestiti dal Centre des monuments nationaux: tra i suoi obiettivi v'è anche il rendimento economico dei singoli siti. Ecco dunque una classifica dei siti più redditizi: in cima vi si trova la Sainte-Chapelle, meraviglia gotica datata 1246-48, dalle pareti interamente vetrate: uno scrigno di luce delicatissimo, nel quale l'accesso è strettamente regolamentato - 300 persone alla volta - ubicato nell'Ile de la Cité, il cuore del centro storico di Parigi, a due passi da Notre Dame. La Sainte-Chapelle rende 4,08 euro per visitatore ed è stata visitata, lo scorso anno, da 697.000 persone. Fate un po' i conti. Siamo a livelli da multinazionale. L'utile non è dato solo dal costo del biglietto d'entrata, ma anche dai vari gadget posti in vendita nell'apposita bancarella: si va dai libri di carattere storico artìstico ai ricami. L'esempio della Sainte-Chapelle è particolarmente significativo, perche si tratta di un sito non dotato di strutture ad hoc per turisti, quali apparato informativo, luogo di ristoro, aria condizionata... Viene visitato solo in forza della sua bellezza storico artistica. Mont-Saint-Michel, la rupe granitica situata entro il golfo di St.-Malo, in Normandia isolotto a un passo dalla terraferma dominato dall'abbazia la cui prima edificazione risalirebbe al VII secolo, si trova al 4 posto tra i siti più redditizi. Le costruzioni che si ergono sulla rupe e guardano verso la Manica sono talmente impressionanti che hanno meritato l'appellativo di La Merveille. Ma qui, oltre all'impressionante collocazione paesaggistica e artistica, conta molto anche il marketing. Nel corso degli ultimi 5 anni il numero di visitatori è aumentato del 40. Per accedervi, già negli anni '80 bisognava fare code di ore. Ma l'amministratore di Mont-Saint-Michel, Jean-Pierre Hochet, ha aumentato con continuità l'attrattiva del posto con una politica di propaganda fondata non solo sulle qualità storiche del sito, ma anche sulla proposta di animazioni culturali e sulle offerte di prodotti tipici, oltre che con una regolamentazione razionale dei flussi turistici. L'aumento del numero di turisti ha persino consentito di diminuire il costo del biglietto, da 10 a 9 euro a testa. E così Mont-Saint-Michel vanta oltre un milione di visitatori. Il Museo Rodin, di Parigi, al 5 posto per redditività con un utile di 2,36 euro per visitatore, ha studiato un sistema particolare: vende riproduzioni realizzate in serie limitate delle sculture dell'artista. La certificazione rende particolarmente appetibili le riproduzioni per i collezionisti che le pagano come se fossero pezzi unici. Questo sistema ha consentito di raccogliere circa un milione di euro. La torre Eiffel è all'ottavo posto per redditività: 1,03 euro per visitatore. Sugli ascensori che portano a quota 300 metri sono transitati oltre 6 milioni di visitatori. Lo spettacolo è unico al mondo: vicino alla torre di acciaio non vi sono altre costruzioni e lo sguardo spazia per decine di chilometri. La struttura e la scenografia che è mantenuta nella torre riconduce all'atmosfera dell'industrializzazione eroica degli ultimi decenni dell'800 (la torre venne costruita tra il 1887 e il 1889). Che un edificio di tal fatta, in acciaio totalmente esposto alla corrosione, bisognoso di un'opera di continua e costosissima manutenzione, anziché rappresentare un costo, sia fonte di reddito, è assai significativo. La Snte (Société nouvelle d'exploitation de la Tour Eiffel) ha in programma di aumentare le strutture di accoglienza (e di merchandising) per i visitatori, pur lasciando intatto l'impianto della torre col suo sapore ottocentesco, collocando un nuovo centro di accoglienza nel sottosuolo. Il numero di visitatori, presumibilmente, aumenterà ancora.
Monumenti, in Francia è business
La Francia è il paese europeo con il flusso maggiore di turisti, con oltre 18 milioni di visitatori all'anno. La rivista Challanges ha pubblicato un'inchiesta sui 10 monumenti più redditizi, in cui analizza i profitti, complessivi e per visitatore, di dieci siti di rilevanza culturale. La classifica dei siti più redditizi è stata pubblicata, con la Sainte-Chapelle al primo posto, seguita da Mont-Saint-Michel, il Museo Rodin e la torre Eiffel. I siti più redditizi hanno un utile di 4,08 euro per visitatore, 2,36 euro per visitatore e 1,03 euro per visitatore, rispettivamente. La Sainte-Chapelle ha ricevuto 697.
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