GOVERNO - Ultimi ritocchi alla riorganizzazione degli uffici di gabinetto e legislativi C'è chi è rimasto in sella nonostante l'avvicendamento a Palazzo Chigi. Chi si è limitato a un semplice trasloco e chi ritorna nelle stanze dei bottoni dopo una pausa di legislatura. E chi, infine, varca per la prima volta la soglia di gabinetti e uffici legislativi dei ministeri. Così, nel giro di un mese dall'insediamento del nuovo Governo, gli staff ministeriali sono pressoché definiti. I più ritardatari? I dicasteri nati dallo "spacchettamento", che, prima di nominare i vertici, hanno dovuto attendere il via libera dell'Esecutivo per le nuove deleghe. Le conferme. Niente spoil system ai piani alti del Viminale e della Difesa, dove i neoministri, Giuliano Amato e Arturo Parisi, hanno scelto la strada della continuità. Nessun trasferimento dunque per i prefetti Carlo Mosca e Pier Luigi Magliozzi, nominati da Giuseppe Pisanu, e per i generali Biagio Abrate e Tullio Del Sette, già al fianco dell'ex ministro Antonio Martino. Restano ai loro posti anche i capi dell'ufficio legislativo Elena Zappalorti e Raffaele Tamiozzo. Per il capo degli affari giuridici dell'ex ministro Carlo Giovanardi si profila una coabitazione, in vista della fusione tra Rapporti con il Parlamento e Riforme. A Raffaele Tamiozzo il compito di coordinare le attività legislative del ministero della Salute guidato da Livia Turco, dopo aver già collaborato con i vecchi inquilini della scorsa legislatura (Sirchia, Storace e Berlusconi). I déjà vu. Un tassello di via XX Settembre è approdato al nuovo ministero di Antonio di Pietro. L'ex capo di gabinetto del Mef, Vincenzo Fortunato, si sposterà infatti al dicastero delle Infrastrutture conservando lo stesso incarico. Mentre il suo numero due all'Economia, Gaetano Caputi, si trasferirà alla guida dell'ufficio legislativo. Anche alle Comunicazioni sono arrivati due grand commis rodatisi nella passata legislatura. Dopo essersi occupato di semplificazione amministrativa al legislativo di Palazzo Vidoni, Vincenzo Nunziata, sarà alle prese con il riassetto del sistema radiotelevisivo nel gabinetto del neoministro Gentiloni. Che potrà avvalersi anche dell'esperienza di Mario Antonio Scino, già responsabile degli affari normativi dei Beni culturali, dove, negli ultimi mesi, dopo l'addio di Francesco Tufarelli aveva assunto anche la guida dell'ufficio di gabinetto. Per l'avvocato dello Stato, Danilo del Gaizo, sarà solo un cambio di domicilio ma non di mansioni. Resterà numero uno dell'ufficio legislativo, passando però dall'Attuazione del programma al dicastero di Luigi Nicolais. Mentre per il suo collega, Antonio Tallarida, si tratterà di traslocare dagli Affari regionali alle Politiche agricole, dove, al gabinetto, si è già insediato Ermanno Granelli, in arrivo dal Cnipa. Mauro Masi resterà invece a Palazzo Chigi. L'ex segretario generale alla presidenza del Consiglio ha già trovato un nuovo "lavoro": quello di capo di gabinetto del vicepremier D'Alema. A volte ritornano. Non pagherà certo lo scotto del noviziato. Perché a Paolo De Ioanna le stanze del Tesoro sono tutt'altro che sconosciute. Già braccio destro di Carlo Azeglio Ciampi all'epoca del primo governo Prodi, ricoprirà lo stesso ruolo con Padoa Schioppa. L'avvocato dello Stato, Giuseppe Nerio Carugno, seguirà Alfonso Pecoraro Scanio anche al ministero dell'Ambiente. Lo aveva già affiancato nel governo Amato alle Politiche agricole. Mentre l'attuale presidente del Teatro di Roma, Oberdan Forlenza, sarà capo di gabinetto dell'Università. Dopo un'analoga esperienza con Giovanna Melandri ai Beni culturali. Filippo Patroni Griffi, già responsabile degli affari giuridici della Funzione pubblica, torna sulla scena come capo dell'ufficio legislativo di Palazzo Chigi. Poltrona occupata in passato anche da Carlo Malinconico, neosegretario generale della presidenza del Consiglio. Le new entry. Tra i volti nuovi spicca l'ex pm, Achille Toro, salito alla ribalta per le inchieste sulle scalate bancarie ad AntonVeneta e Bnl, che dovrà lavorare alla riorganizzazione del ministero dei Trasporti. Dalle supreme magistrature arrivano poi i due nuovi componenti dello staff del Guardasigilli: Ettore Ferrara e Gianfranco Manzo, già consiglieri della Corte di Cassazione. Nuovo incarico, infine, anche per Gabriella Palmieri Sandulli, segretario generale dell'Avvocatura dello Stato, chiamata da Francesco Rutelli al dicastero dei Beni culturali. CELESTINA DOMINELLI GIOVANNI PARENTE
Spoil system ai piani alti
Il governo ha completato gli ultimi ritocchi alla riorganizzazione degli uffici di gabinetto e legislativi. I più ritardatari sono stati i dicasteri nati dallo "spacchettamento", che hanno dovuto attendere il via libera dell'Esecutivo per le nuove deleghe. Le conferme sono state date per i vertici dei ministeri del Viminale e della Difesa, dove i neoministri hanno scelto la strada della continuità. Alcuni funzionari, come Elena Zappalorti e Raffaele Tamiozzo, ritornano nelle stanze dei bottoni dopo una pausa di legislatura.
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