Venezia Un Osservatorio sul pluralismo dell'offerta culturale per garantirne l'equilibrio sul piano ideologico ed evitare che l'egemonia di una parte si trasformi in una forma di indottrinamento. È la proposta che lancia il consigliere regionale del Nuovo Psi, Nereo Laroni, dopo aver letto la bozza del progetto di legge sulla cultura veneta che il governatore Giancarlo Galan, nella veste appunto di assessore alla cultura, ha inviato a tutti i gruppi di maggioranza per le osservazioni. Laroni prende spunto dalla recente iniziativa nell'isola di San Servolo a Venezia che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Michail Gorbaciov, Gianni Minà e Giulietto Chiesa. «Oggi gli enti locali, nel lamentarsi che non hanno mai soldi, li trovano però per fare manifestazioni dove invitano i Soloni di una nuova informazione e cultura di regime e questa è una cosa grave - accusa Laroni - L'Osservatorio, tipo quello di Pavia ma che potrebbe aver sede proprio a Venezia, avrebbe quindi una funzione di garanzia sull'offerta culturale e di comunicazione sempre più ampia che viene dagli enti locali monitorandone le attività e favorendo la libera discussione». Ma le proposte di Laroni sulla cultura veneta non di fermano qui. «Il progetto regionale non deve limitarsi alla conservazione del patrimonio storico e alla sua gestione e valorizzazione - spiega il consigliere regionale del Nuovo Psi - Deve anche occuparsi di almeno altre due questioni: intanto delle grandi istituzioni, come le fondazioni, gli enti lirici, di cui non fa cenno perchè probabilmente saranno oggetto di provvedimenti specifici, però nella filosofia di approccio a questi problemi dovrebbero essere ricomprese, in quanto la politica culturale di una regione che ha la Fenice e l'Arena non può non tener conto di queste due presenze. Non ci si mette a posto la coscienza semplicemente mettendo un milione in più, perchè il Fus è carente, ma dettando delle linee di sviluppo e di valorizzazione per mantenere una funzione trainante e non notarile» «E poi mancano le nuove arti - è la seconda osservazione di Laroni al progetto culturale del governatore - Non si fa cenno del cinema e di quel complesso di attività che sono in qualche modo imparentate con il cinema, come la pubblicità, la televisione e tutte quelle produzioni culturali con i nuovi mezzi tecnologici e che hanno un impatto di massa molto maggiore, in quanto all'Arena e alla Fenice vanno dieci, venti, centomila persone mentre la televisione colpisce un target ben più ampio». E qui Laroni rilancia la sua proposta di fare a Porto Marghera, nell'ambito della riconversione della zona industriale, una struttura di produzione cinematografica e di servizi alla produzione cinematografica che sceglie sempre più spesso come set Venezia e il Veneto.
Venezia - Un Osservatorio sul pluralismo dell'offerta
Il consigliere regionale del Nuovo Psi, Nereo Laroni, ha lanciato una proposta per un osservatorio sulla pluralità dell'offerta culturale in Veneto per garantire l'equilibrio ideologico e prevenire l'indottrinamento. La proposta è stata inviata al governatore Giancarlo Galan dopo aver letto la bozza del progetto di legge sulla cultura veneta. Laroni ha criticato l'iniziativa di San Servolo a Venezia, che ha visto la partecipazione di personaggi come Michail Gorbaciov e Gianni Minà, e ha accusato gli enti locali di utilizzare i soldi per manifestazioni che promuovono una cultura di regime.
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