Prosegue lo smantellamento del capolavoro più importante della città dall'altare maggiore della basilica di San Zeno in vista della mostra Ci sono alcuni frammenti staccati e delle bolle sulla superficie delle due tavole esterne della Pala ----------------------------------------------------------------- Sono continuate anche ieri le operazioni per lo smontaggio della Pala di Andrea Mantegna dall'Altar maggiore della basilica di San Zeno. Il maggiore e, forse, più delicato capolavoro artistico presente in città dovrebbe prendere la strada dell'«infermeria», per un primo intervento d'urgenza che ne rammendi le ferite più urgenti e ne verifichi la possibilità di esposizione alla grande mostra per il quinto centenario della morte dell'artista nato nel Padovano ma famoso soprattutto per le opere che realizzò in mezzo secolo alla corte dei Gonzaga. E proprio nelle tre città, la nostra, quella del Santo e Mantova si articolerà la mostra, che a Verona vedrà esposte alla Gran Guardia dal 16 settembre al 14 gennaio oltre 200 opere, tra cui - sperano gli organizzatori - anche il Trittico mantegnesco, che è il perno centrale attorno al quale è impostata l'intera sezione veronese. Tanto è vero che dal Louvre dovrebbe arrivare una delle tre predelle trafugate da Napoleone alla fine del Settecento, quella centrale che raffigura la Crocifissione ed è probabilmente la più bella. Per la prima volta, dopo oltre due secoli, essa sarebbe ricomposta assieme alle tre tavole che formano la parte superiore della Pala e riportata all'interno della cornice creata dallo stesso Mantegna e che è la parte che presenta i maggiori problemi di salvaguardia. Ma problemi non mancano nemmeno nelle tavole lignee, tanto è vero che ieri i tecnici della Soprintendenza di Verona e dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, al quale è affidato l'intero restauro che proseguirà dopo la mostra per almeno un paio d'anni, hanno messo le prime «pezze» per evitare distacchi ulteriori di colore in tre zone del dipinto già danneggiate. Si tratta di fogli di carta giapponese che hanno il compito di trattenere le scaglie che eventualmente dovessero staccarsi nel corso delle operazioni di smantellamento della complessa struttura. Una è stata sistemata sulla caviglia sinistra di San Giovanni Battista, il primo santo a destra della tavola di destra, e le altre due sulla veste di San Paolo, il secondo da sinistra della tavola di sinistra, che è anche la più segnata, anche perché le assi di castagno diedero problemi a Mantegna fin da subito, tanto è certo che non incollò la seta su cui poi dipinse direttamente sul legno, come nelle altre due tavole, ma su un fondo di iuta frapposto proprio per cercare di tenere insieme la tavola. Ieri, oltre a questi rappezzamenti, è stato tolto sotto la supervisione dell'architetto Flavio Pachera, «fabbriciere» della basilica di San Zeno, il cassone di legno e compensato collocato sul retro della macchina all'inizio degli anni Sessanta, quando l'opera tornò dalla grande esposizione di Mantova. Nessuna sorpresa, ma sono tornate visibili le scritte sul retro della tavole, studiate a suo tempo dal grande critico dell'Arte Lionello Puppi, fiero avversario dello spostamento in mostra della Pala. Oggi pausa di riflessione, dedicata alla costruzione di una impalcatura sulla parte anteriore della Pala, dove c'è l'altare, prima di procedere con estrema cautela domani e dopodomani allo smantellamento della cornice e delle tavole. Prima dovrà essere sollevata la trave soprastante che regge la cimasa, quindi dovrebbero essere tolte le semicolonne e infine «sfilate» le preziosissime tavole. Intanto, in una audizione al Senato, il ministro della Cultura Francesco Rutelli ha annunciato che nel suo mio primo viaggio all'estero, che sarà in Germania, farà «in modo di promuovere la nostra mostra su Mantegna, che sarà a Mantova, Padova, Verona», fuori da quel triangolo dei Bermuda che sono il Colosseo, piazza San Marco e gli Uffizi, in quell'Italia dei mille borghi, ha detto il ministro, sulla quale sempre di più bisogna puntare.
Mantegna, prime pezze per fermare il colore
I tecnici stanno smontando la Pala di Andrea Mantegna dall'Altar maggiore della basilica di San Zeno a Verona. Il dipinto, considerato il capolavoro più importante della città, dovrebbe essere esposto alla mostra "Mantegna, il quinto centenario della sua morte" a Mantova, Padova e Verona. I tecnici hanno iniziato a smontare la cornice e le tavole lignee, utilizzando fogli di carta giapponese per trattenere le scaglie di colore. La mostra, che partirà il 16 settembre, presenterà oltre 200 opere, tra cui il Trittico mantegnesco e la predella centrale della Crocifissione, che sarà riportata all'interno della cornice creata da Mantegna.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo