ROMA Slittano al 31 gennaio 2007 le norme su Via e Vas previste dalla delega ambientale. Il rinvio è contenuto nel maxiemendamento al disegno di legge di conversione del Dl proroghe su cui il Governo ha posto la fiducia e che attende stamattina il varo del Senato. Si allontana, invece, l'ipotesi di sospensione degli articoli relativi a difesa del suolo, tutela delle acque, rifiuti e bonifiche. Articoli che, a differenza di quelli che disciplinano Via e Vas, sono in vigore già dal 29 aprile. La nuova disciplina sulla valutazione d'impatto ambientale (Via) e la regolamentazione della valutazione ambientale strategica (la Vas attualmente non è prevista dal nostro ordinamento) sarebbe infatti scattata il 12 agosto prossimo. Le reazioni. Nettamente contrario alla sospensione il mondo delle imprese, che aveva già giudicato negativamente la dichiarazione di inefficacia dei 17 decreti di attuazione della delega (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri), peraltro giudicato inevitabile dal ministero. «L'intenzione di bloccare la delega ambientale dice Emma Marcegaglia, vicepresidente di Confindustria contraddice la certezza delle regole e non può essere accettata né nel merito né nel metodo, visto che smentirebbe la dichiarazione di voler procedere a modifiche solo dopo un confronto approfondito con tutte le parti coinvolte». «Il combinato disposto tra la revoca dei decreti di attuazione e l'eventuale sospensione, di parti importanti del Codice stesso è grave e preoccupante; su questo il Governo esprime un approccio anti-industriale su temi molto delicati per il sistema delle imprese», aggiunge il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta. Coro di no anche da Federchimica. Unione petrolifera, Ance, Federlegno e Gonfcommercio. Controcorrente Federutility che ha invece approvato la revoca dei decreti di attuazione. Soddisfatti gli ambientalisti: «Tutto quello che può fermare l'attuazione del codice ambientale è ben accetto», è stato il commento di Roberto Della Seta, presidente nazionale Legambiente. Positivo anche il giudizio delle Regioni: «Finalmente ha detto l'assessore calabrese Diego Tommasi, coordinatore nazionale della commissione Ambiente e Protezione Civile è arrivata la prima misura concreta per riavviare la concertazione tra Stato e Regioni, un segnale corretto per azzerare il contenzioso e realizzare una riforma condivisa». Prove di «blocco». La vera partita sulla delega si gioca comunque sulle parti terza e quarta del decreto legislativo 16206, ossia quelle su rifiuti, difesa del suolo, acque e bonifiche. Oggi, dopo la votazione della fiducia al Ddl di conversione del DI proroghe, il presidente della commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano (Rc), e i capigruppo dell'Unione in commissione Loredana De Petris, Francesco Ferrante, Giovanni Confalonieri ed Edo Ronchi, cercheranno di far inserire il blocco di queste parti della delega nel maxiemendamento al disegno di legge di conversione del Dl sullo spacchettamento dei ministeri. Anche su questo provvedimento il Governo è intenzionato a porre la fiducia: la votazione, sempre al Senato, è prevista per giovedì mattina. Sembra invece sfumata l'ipotesi del decreto legislativo. Durante la giornata di ieri aveva preso piede la possibilità di inserire il blocco in un decreto legislativo che sarebbe dovuto andare al vaglio del Consiglio dei ministri di venerdì. Una strada che però si è dimostrata di difficile percorribilità. Resta quindi solo la possibilità dell'inserimento nel DI sullo spacchettamento dei ministeri, «Ci proveremo dice Sodano perché si tratta di un impegno assunto nel programma dell'Unione. Sappiamo che si tratta di una disciplina complessa e che la sospensione comporterà problemi, ma bisogna avere il tempo per varare nuovi provvedimenti che mettano ordine in una materia estremamente delicata». La sospensione dovrebbe durare qualche mese (probabilmente sino alla fine dell'anno). Ma il problema è che, a differenza di quelle su Via e Vas, le norme su rifiuti, acqua, difesa del suolo e bonifiche sono già in vigore dal 29 aprile. «Non è un percorso facile: ammette Sodano anche perché non si possono far rivivere le norme abrogate. Pensiamo comunque di salvare gli effetti prodotti dalla delega nel periodo di vigenza. Si tratta di un male minore rispetto all'ipotesi di tenere in piedi il decreto 15206 fino alla definizione delle modifiche». Di sicuro, quindi, per ora (oltre alla revoca dei decreti di attuazione), c'è solo lo slittamento al 31 gennaio 2007 delle norme su Via e Vas, su cui la delega introduceva molte novità. A cominciare dall'anticipazione dell'esame sul progetto preliminare e dall'introduzione del meccanismo del silenzio rifiuto per quanto riguarda la Via. La regolamentazione della Vas è, invece, del tutto nuova perché, a livello statale, non è stata recepita la direttiva 422001Ce.