Le collezioni dei Musei riunite sul web Le collezioni dei Musei Capitolini, disperse nel corso dei secoli, si riuniscono on line grazie a Hyperrecord, il nuovo sistema di catalogazione informatizzata di quella che viene considerata la più antica sede espositiva di una collezione pubblica. Il progetto, che ha ottenuto il cofinanziamento della Comunità Europea nell'ambito del programma Cultura 2000, è stato presentato nel convegno "Hyperrecord: making museum records interoperable", presso il Palazzo dei Conservatori in Campidoglio, a Roma. "Il progetto è stato realizzato per trovare una soluzione al problema della catalogazione, tramite l'interconnessione di diversi istituti", ha spiegato Claudio Parisi Presicce, responsabile del progetto. "Non è più possibile pensare alla catalogazione come mero censi-mento delle opere, perché essa è, oggi, il fulcro di tutte le attività museali, sia di conservazione che di valorizzazione, necessariamente soggetto a continuo aggiornamento al fine di fornire tutte le informazioni necessarie su un determinato oggetto - ha proseguito Parisi Presicce -. Una sede espositiva antica come quella dei Musei Capitolini, deve fare i conti con una massiccia documentazione di prima mano: per questo, il sistema scelto si è imposto il vincolo del software 'open source', necessario al fine di far dialogare schede e immagini con documenti di prima e di seconda mano ed essere sempre aggiornato". Le informazioni conoscitive e bibliografiche, i documenti e le immagini raccolte nella banca dati, appartengono alle collezioni dei Musei Capitolini, alla documentazione grafica della biblioteca Hertziana relativa alle opere capitoline dalla nascita del museo (1471) alla Rivoluzione Francese (1789) e alla Theological Library dell'Università di Maribor. I documenti presi in considerazione, in parte già inseriti nel nuovo sistema di catalogazione, sono i cartacei conservati nell'ufficio catalogazione, i testi relativi alle circa seicento sculture dei Musei Capitolini, gli inventari storici dell'archivio storico capitolino dal 1627 e i documenti della commissione archeologica comunale dal 1872 al 1922. Tra i prossimi inserimenti nella banca dati, l'inventario del magazzino archeologico dell'Orto Botanico, il registro degli oggetti esposti nella Galleria Superiore di Palazzo dei Conservatori, i registri d'ingresso dell'Antiquario Comunale e quelli degli oggetti raccolti, i giornali delle scoperte e le schede fotografiche. Unità di base del sistema sono le schede relative a oggetti, immagini e documenti accessibili singolarmente o attraverso interconnessioni. Luogo d'incontro virtuale, la piattaforma web alla quale è possibile accedere direttamente presso le sedi dei tre partner o tramite internet, differenziando gli accessi a seconda dei diversi tipi di utenza. Il risultato che il progetto si prefigge è quello di mettere a disposizione dei ricercatori e dei visitatori di musei e di collezioni pubbliche e private un sistema informatico "open source" che consenta la ricostruzione dei contesti di provenienza collezionistica e della relativa documentazione su opere d'arte antica. Il risultato più importante sarà quello di realizzare un'interconnettività tra diverse strutture museali perché la complessità delle collezioni capitoline intreccia relazioni con opere che si trovano preso altre sedi, a causa della dispersione avvenuta nel corso dei secoli. Il dialogo tra banche dati diverse, ma che usano un linguaggio informatico simile, è ciò che può recuperare, almeno virtualmente, l'unità delle collezioni e ricostruire la storia delle opere.