Presso la Villa dei Quintili è aperta fino al 9 luglio la seconda edizione di una mostra d'arte contemporanea, in cui le opere di diversi artisti fra cui Nunzio, Sandro Sanna, Luigi Ontani sono esposte tra le rovine, quasi a volerle reinventare. Curatrice del progetto Eleonora Sgaravatti, che per prima ha pensato di utilizzare il sito come spazio espositivo. Di fatto. Eleonora, che crede nella bellezza capace di trasmettere valori spirituali, abita sull'Appia Antica e fin da bambina passeggia fra i resti di quella che fu la grandiosa residenza dei fratelli Condiano e Massimo Quintilio. Ricchissimi e colti proprietari terrieri, dotati anche di grande esperienza militare messa al servizio di Marco Aurelio, i due erano celebri per la concordia alla base del loro rapporto. Furono governatori di Acaia e Pannonia (Grecia e Ungheria) e continuando a pensare come un sol uomo, nel 151 d.C. divennero consoli. Come per altri, benché essi non si fossero mai discostati da una condotta esemplare, il passaggio dell'impero nelle mani del delfino Commodo non si rivelò propizio. Con pretestuose accuse questi li condannò a morte dopo averne confiscato tutti i beni, inclusa la straordinaria villa del suburbio di cui si era incapricciato. Mentre nel 182 d.C. i Quintili salgono dignitosi e inseparabili al patibolo, da cenacolo di dotti e guerrieri, luogo di meditazione, la casa diviene teatro di orge e festini imperiali. Proprietà dello Stato dal 1986, la Villa è ora sito archeologico. Ma accostando allo splendore antico il talento odierno, Eleonora ha voluto rendere ulteriore omaggio al passato, testimoniando la capacità del bello di sopravvivere e rinnovarsi. E che i Quintili riposino in pace.