Devono migliorare i rapporti con gli enti locali Un impiego in maniera trasversale. È quello che riservano ai propri volontari le grandi organizzazioni, come Fai, Touring Club e Italia Nostra, in grado di promuovere iniziative di grande richiamo. E lo stesso vale per associazioni che si dedicano a un tema particolare. Il Touring ha consoli, fiduciari aziendali e delegati scolastici, spina dorsale dell'organizzazione nelle occasioni esterne, iniziative come la Penisola del tesoro (giro dell'Italia per valorizzare i beni poco noti) e l'apertura e visita guidata a chiese e monumenti, altrimenti chiusi. E comunque i volontari non sono abbastanza per sostenere l'ampliamento desiderato: «A settembre parte la campagna di reclutamento per chi vuole dare la disponibilità di mezza giornata alla settimana è l'invito di Gianmario Maggi, console per le iniziative speciali per un lavoro di accoglienza e promozione dei luoghi, dopo uno stage di informazione e aggiornamenti ripetuti nel corso dell'anno». Fattore comunicazione. «A volte il volontario non è in grado di comunicare in maniera efficace nei confronti della sede centrale: spesso anche nel dare visibilità all'associazione sul territorio». L'osservazione proviene da Irene Ortis, dell'ufficio volontariato di Italia Nostra che da tempo gestisce Bosco in città, a Milano, e una riserva orientata a Monte Capo Darso, Caltanissetta. Dal canto suo, il Fai può far conto su una base ampia di iscritti e di delegazioni per promuovere, tra l'altro, la Giornata di primavera in cui 4mila volontari tengono aperti 400 beni: «A fronte di un risultato imponente, ben inferiore è l'impatto sulla raccolta fondi precisa Do-menico'Marzotto, responsabile dell'ufficio delegazioni . Presto dovremo porci il problema del ringiovanimento della base, affiancando nuove leve per portare nuovi stimoli e contatti utili per raggiungere l'obbiettivo di lOOmila aderenti entro la fine del 2007». Rapporti con gli enti. La segreteria dei Grappi archeologici d'Italia auspica anche un miglioramento dei rapporti con gli enti locali. D volontario di questi gruppi è costantemente aggiornato dagli archeologi, fa ricognizione sul territorio, vede l'incuria e segnala il dissesto a chi di dovere. Gli appassionati di treni storici sperano in maggiore collaborazione con le realtà che possono far "viaggiare" le locomotive a vapore: «Trenitalia e Rfi non sempre agevolano l'accesso ai binari dei convogli d'epoca di proprietà delle associazioni», lamenta Marco Comolli, direttore del museo Verbano Express, un appassionato di un fenomeno di nicchia, ma in forte crescita. Si parte con il reperimento del materiale storico, il restauro e la conservazione dei treni d'epoca fino alla conquista della ribalta. E c'è bisogno di sponsor, privati e pubblici.