IL CASO LE STIME PREVEDONO UNA BASE D'ASTA DI UN MILIONE E 400 MILA EURO. L'OPPOSIZIONE: «SVENDITA DEI GIOIELLI DI FAMIGLIA» Il sindaco: «I soldi serviranno a ristrutturare piazza Savona e corso Italia» E' un nobile un po' decaduto, un palazzo di pregio defilato in via Manzoni, naturale prosecuzione di casa Mulassano che ospiterà il centro studi Beppe Fenoglio. E' anche un luogo di rilievo per la storia locale: nel 1945 la famiglia Miroglio vi installò i primi telai che diedero vita all'industria tessile. Oggi l'ex palazzo Miroglio è un edificio in decadenza: due piani del fabbricato costruito nella seconda metà dell'Ottocento furono acquistati dal Comune, che negli anni Settanta li utilizzò per la fiera dei vini di Pasqua, per la rassegna enogastronomica della fiera del tartufo e per varie mostre. Attualmente è sede della Giostra delle Cento Torri, degli sbandieratori e magazzino dei costumi storici. Ma ancora per poco: l'amministrazione è sempre più intenzionata a mettere in vendita la porzione di sua proprietà, per evitare un ulteriore degrado e per ricavare soldi da investire in altri progetti. Le stime parlano di una base d'asta di un milione e quattrocentomila euro, che il Comune vorrebbe utilizzare per la ristrutturazione di piazza Savona e di corso Italia. «Già da un paio di anni prevediamo a bilancio la vendita del palazzo e ora vogliamo passare all'azione, così come per altre alienazioni in programma - dice il sindaco, Giuseppe Rossetto -. La proposta sarà esaminata ancora una volta in commissione, poi verrà portata in Consiglio. Nel frattempo chiederemo l'autorizzazione alla Soprintendenza, perché l'edificio è sotto tutela». Tuttavia, in molti storcono il naso di fronte all'ipotesi di cedere un gioiello di famiglia. «Ci chiediamo quanto sia opportuno alienare un pezzo del patrimonio pubblico inserito in un complesso storico che si estende fino al Municipio - dice il capo dell'opposizione, Antonio Degiacomi -. Finora non abbiamo avuto la possibilità di confrontarci sull'uso dei beni della città e sull'esigenza di spazio per uffici, enti e strutture. Prima di vendere, sarebbe opportuno esaminare a fondo la questione». Anche perché le proposte non mancano. L'associazione Go Wine aveva lanciato l'idea di realizzare in quelle stanze una «casa del vino» in cui presentare ai turisti percorsi, etichette e prodotti tipici, mentre il direttore del centro studi Beppe Fenoglio, Giulio Parusso, suggerisce di farne la sede dell'archivio storico, oggi praticamente inaccessibile. Ma per l'amministrazione il palazzo di via Manzoni non sembra rientrare nell'elenco delle priorità. Spiega ancora il sindaco: «A differenza di casa Mulassano, che stiamo ristrutturando per ospitare il centro studi Fenoglio, questo edificio non ha particolari utilità. Anche perché tra pochi anni avremo a disposizione, nella stessa via, gli spazi dell'Asl nel complesso che ospita l'ufficio tecnico».