Seicento milioni di dollari: ecco la stima degli esperti per la Natività di Caravaggio. L'opera d'arte rubata più preziosa e più ricercata al mondo, trafugata a Palermo nel lontano 1969, non è più solamente un grandissimo capolavoro seicentesco, ma è ormai una tela entrata nella leggenda. Nel corso degli anni ha acquisito, mistero dopo mistero, rivelazione dopo rivelazione, nuovi e più sottili significati. Ritrovarlo significherebbe, insomma, tante cose. E il desiderio di recuperarlo appare insostenibile. Eccolo qui il frutto del primo convegno internazionale sui furti d'arte, promosso a Cambridge dal Centre for research in the arts, social sciences and humanities (Craash), che ha visto la partecipazione dei vertici dell'Fbi (Robert K.Wittman e Tom Mueller), di Scotland Yard (Vernon Rapley e Michelle Roycroft), dei Carabinieri (Giovanni Pastore, vicecomandante nazionale del Comando tutela del patrimonio artistico italiano, e Tiziana Benini). Non poteva mancare il mondo giudiziario anglosassone: il leggendario chief Us Attorney, Robert Goldman, e l'Attorney britannico Davydd Nelson. Tra gli studiosi, esperti come Danielle Carrabino del Courtauld Institute, Luisa Materassi della National Gallery di New York, Julian Radcliffe dell'Art Loss Register, Sharon Flescher dell'Ifar. Tutti insieme a dibattere intorno alla protagonista indiscussa, la tela palermitana del Caravaggio, che ha catalizzato l'attenzione generale. E non poteva essere diversamente. «Oltre il 99 dei furti viene realizzato per ragioni di lucro», ha detto Radcliffe, «il resto per motivi politici o da appassionati per i quali osservare direttamente a casa propria l'opera d'arte è fonte di grande appagamento: questi sono i più difficili da rintracciare». Che fine avrà fatto quest'opera? «Ovviamente è difficile dirlo», ha risposto Danielle Carrabino. Che poi ha aggiunto: «Tuttavia si comprende come la mafia abbia potuto trasformarlo in un simbolo del suo potere, visto che questa opera rappresenta la Sicilia all'apice della sua grandezza e Caravaggio oltre che essere un grandissimo artista, conduceva una vita criminale». «Inoltre», ha spiegato ancora, «si consideri che la tela dovrebbe essere in perfette condizioni e poterla osservare da vicino deve essere per chiunque un'esperienza molto emozionante». Neanche la cattura di Bernardo Provenzano, il capo dei capi della mafia, apre auspicati spiragli di speranza: «Non pensiamo assolutamente che Provenzano sia la via per il ritrovamento», ha detto il colonnello Pastore, «il dipinto già da tempo dovrebbe essere nelle disponibilità dei nuovi vertici di Cosa Nostra». «E comunque», ha proseguito, «dopo tutti questi anni, dopo aver percorso con difficoltà indicibili tutte le possibili piste di indagine, forse bisognerebbe attivare canali alternativi di trattativa con chi detiene l'opera». Un riscatto? «Anche per un riscatto, per un'opera così importante, ci si potrebbe anche pensare», ha aggiunto Pastore, «anche se il giorno dopo il ritrovamento in Italia succederebbe il finimondo. Sono passati troppi anni». Insomma, questo Caravaggio comincia a pesare come un macigno e le speranze cominciano ad assottigliarsi. Rincuora vedere come a livello internazionale, Fbi e Scotland Yard omaggiano i Carabinieri italiani con tutti gli onori come modello di efficienza e metodo investigativo. I furti d'arte sono oggi in mano alla criminalità organizzata mondiale e i rapporti con le polizie sono oggi strettissimi. «Avevamo proposto tempo fa che si creasse una figura criminosa autonoma per i fùrti d'arte, perché in Italia», ha continuato Pastore, «rubare un Caravaggio o un' automobile è punito nello stesso modo. Non se ne fece niente e anzi tentarono di far passare una sanatoria per tutte le opere d'arte detenute dai privati. La verità è che a livello legislativo avremmo bisogno di maggiore sostegno». E intanto ha annunciato alla platea che le trattative internazionali per il recupero della Venere di Morgantina, detenuto illegalmente dal Paul Getty Museum sono a buon punto. La condanna per il ricettatore dell'opera da oltre 40 milioni di euro? Due anni di reclusione.