ROMA "Un nuovo appròccio all'archeologia, un esperimento reso possibile grazie all'interazione del Cnr e delle sue strutture che abbracciano ogni ambito della ricerca". E' con queste parole che la dottoressa Maria Rosaria Belgiorno, Direttrice della Missione Archeologica Italiana del Cnr a Cipro, ha introdotto i risultati di 8 anni di scavi in un sito nei pressi di Pyrgos. Risultati soprendenti, che riscrivono la storia della cultura e della tecnologia delle civiltà del Mediterraneo. A Cipro infatti è stato rinvenuto un "polo industriale" risalente a 4.000 anni fa. Si tratta di un grande edificio, distrutto da un terremoto nel 1900-1850 a. C. circa e da allora mai più abitato, fatto che ha permesso, un po' come l'eruzione di Pompei, di fermare il tempo. Il complesso ospitava il più antico frantoio industriale di tutto il Mediterraneo, due officine per la lavorazione del rame e la produzione di oggetti di bronzo, nonchè una fabbrica di profumi con annesso emporio. Il sensazionale ritrovamento ci rivela una scoperta senza precedenti: il sistema per distillare le essenze dei profumi non è di provenienza araba. Infatti negli scavi è stato rinvenuto un sistema di distillazione di poco successivo al più antico conosciuto finora, quello proveniente dagli scavi di Mohendjio Daro, in Pakistan (III millennio a.C.). Altro elemento fondamentale emerso dagli studi e dalle ricostruzioni effettuate dal team di archeologi dell'istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali (ltabc) del Cnr è che l'olio d'oliva fungeva da combustibile nella produzione del bronzo, era il petrolio dell'antichità. La scoperta riscrive la storia della metallurgia, spiega la Belgiorno. Altro dato curioso emerso dagli scavi: l'olio d'oliva non faceva parte della tavola degli isolani, rinomati già nel II millennio a. C. per i loro profumi: Rosmarino, origano, alloro, mirto, lavanda, cinnamo, coriandolo, prezzemolo, mandorla amara, camomilla e anice: la varietà delle essenze messe sul mercato dalla preistorica "profumeria" era davvero ampia per quei tempi. La fabbrica di profumi rinvenuta nel sito di Pyrgos Mavroraki era annessa al frantoio: l'olio, prodotto in quantità industriali, era venduto nell'isola e nel Mediterraneo in giare da cinquecento litri, ma una buona porzione veniva destinata ai belletti ed unguenti ricavati dalla macerazione di erbe e piante. A questo aspetto del ritrovamento è dedicata la mostra "I profumi di Cipro. Olio d'oliva e fascino dall'isola di Afrodite nel 2000. a.C", inaugurata ieri a Trevi (PG) al Museo della Civiltà dell'Ulivo, che durerà fino al 12 novembre 2006. Ampolle, attingitoi, alambicchi, vasi e profumi, presenti in mostra, ricostruiscono le fasi della lavorazione. I manufatti hanno lasciato tracce microscopiche degli antichi flavori, ricostruiti per questo evento dai ricercatori del Cnr sulla base delle ricette originali. Ricette che hanno reso il chypre uno dei profumi più famosi nel mondo ancora oggi. I visitatori inoltre potranno ammirare un modello su scala 1:2 della fabbrica, messa a confronto con quella di Cleopatra, molto più famosa, ma di 2000 anni più tarda. Dalla preparazione si passava probabilmente alla vendita al dettaglio che avveniva nel cortile adiacente, sotto una grande tettoia sostenuta da colonne. Ma l'olio aromatizzato serviva anche a rendere più morbide le fibre di lana al momento della tessitura e, soprattutto a profumarle, visto che il tessuto, com ha sottolineato la Belgiorno puzzava di capra. Il complesso industriale era dedicato, oltre che alla produzione di tessuti di lana e seta, alla produzione di vino - il più antico di tutto il Mediterraneo - e di farmaci. L'olio era un componente base anche per i farmaci, le cui tracce sono state rinvenute in diversi contenitori, soprattutto nell'area dedicata alla lavorazione dei tessuti. Tra i ritrovamenti più interessanti, un grande bacile incrostato di resina amalgamata con oppio e vino, una ciotola con scamonea e un vasetto contenente efedrina. Nella stanza dove si lavorava il vino è stato invece trovato un pregiato askos zoomorfo che conteneva chinolina mescolata ad 'essenza di lavanda.
Quando le fabbriche andavano a olio d'oliva
A Cipro è stato scoperto un "polo industriale" risalente a 4.000 anni fa, che includeva un frantoio industriale, due officine per la lavorazione del rame e la produzione di oggetti di bronzo, e una fabbrica di profumi. Il complesso è stato distrutto da un terremoto nel 1900-1850 a.C. circa e ha permesso di fermare il tempo, permettendo di scoprire una scoperta senza precedenti: il sistema per distillare le essenze dei profumi non è di provenienza araba, ma piuttosto di origine indiana. L'olio d'oliva fungeva da combustibile nella produzione del bronzo, e la scoperta riscrive la storia della metallurgia.
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