«Noi ci siamo, ma i privati bolognesi, a tutti i livelli avverte il presidente della Fondazione Carisbo Fabio Roversi Monaco dovrebbero fare molto di più». Sindaco e assessori lanciano l'appello: «Per la ristrutturazione delle Due Torri, simbolo per eccellenza di Bologna, servirebbero anche i soldi dei privati». La Fondazione Carisbo dunque non si tira indietro, ma Roversi Monaco non perde occasione per bacchettare associazioni di categoria, imprese e altri enti privati che. a suo parere, non si rimboccherebbero a sufficienza le maniche per la propria città. Da parte sua, insomma, la Fondazione Carisbo, si rende disponibile, ma nei limiti del già cospicuo contributo con cui annualmente sostiene i progetti dell'amministrazione (circa 5 milioni di euro l'anno ndr). «Con Palazzo D'Accursio abbiamo una convenzione spiega il presidente Fabio Roversi Monaco e sono molto soddisfatto della collaborazione. Se il Comune, nell'ambito degli stessi plafond già individuati per il futuro, ovvéro dal 2007 in poi, ritiene di porre l'intervento sulle Due Torri tra le emergenze e le priorità, prenderemo sicuramente in considerazione la richiesta. Deve essere evidente, peraltro, che se diamo il nostro contributo per un settore non possiamo darlo, nella stessa misura, per altri. Quest'anno abbiamo già compiuto uno sforzo straordinario a favore del Teatro Comunale». Le altre realtà della città, però, lascia intendere Roversi Monaco non devono restare a guardare: «I singoli privati bolognesi precisa potrebbero e dovrebbero intervenire di più, molto di più, e a tutti i livelli. Non mi riferisco solo alle grandi industrie e ai ricchi patrimoni famigliari ma, ad esempio. all'Associazione commercianti che certamente potrebbe fare di più e meglio. Del resto gli esempi luminosi, seppur rari, non mancano, a partire dalla famiglia Seragnoli e dall' Alcisa di Galletti e Brini». «Non c'è emergenza» assicura l'assessore ai Lavori pubblici Maurizio Zamboni. Garisenda e Asinelli, cioè, non sono certo a rischio crollo imminente, ma è evidente che un qualsiasi intervento che ne assicuri la sopravvivenza nel corso degli anni a venire comporterebbe un costo non sostenibile da parte di un'amministrazione comunale. La prima richiesta, come anticipato ieri, sarà inoltrata al governo, in particolare al neo ministro ai Beni culturali FrancescoRu-telli: servono ammodernamenti, rafforzamenti della struttura portante e l'installazione di un sistema sofisticato di monitoraggio continuo, ma è ancora prematuro parlare di cifre. «Dalla quantità di denaro a disposizione aveva detto Zàmboni dipenderà il tipo di intervento».