«Il risanamento punta a dare fiducia alle famiglie e alle imprese» ROMA - «La Cultura non può essere più penalizzata di così. È stata ridotta ai minimi termini anzi sotto i minimi termini». A pronunciare un deciso no all'ipotesi di tagli alla cultura nell'ambito della manovra di correzione dei conti pubblici, è il vicepremier e ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Il ministro non ha fatto mistero di puntare al rilancio delle maggiore industria culturale del Bel Paese (il turismo) intercettando una fetta dei 700 milioni di vacanzieri in giro ogni anno nel mondo e destinati, secondo quanto ha sottolineato in una tavola rotonda al Cnel, il direttore dell'Oecd, Sergio Arzeni, a raddoppiare nel 2020. «Sono d'accordo con Montezemolo - ha dichiarato - c'è stata una riduzione di impegno e una mancanza di coordinamento che riguardato tutti e colpito tutti. Ora ne possiamo uscire lavorando tutti insieme». Già perché se l'Italia alla fine degli anni '70 era al primo posto nel mondo per attrazione turistica, «oggi non è tra i primi quattro e quindi vuoi dire - ha ricordato il leader di Confindustria - che tutti hanno lavorato male». Per risalire la china il nuovo governo ha assunto la leadership del turismo con un vice-premier come Ruteni impegnato sul fronte dei Beni Culturali, a rilanciare il settore. Un comparto, ha sottolioneato il presidente di Federturismo, Jannotti Pecci, che rappresenta «l' 11 del pii con 2.700 mila addetti e oltre 300 mila imprese». «Siamo tutti consapevoli che dobbiamo fare i cónti con una situazione difficile - ha aggiunto Rutelli riferendosi alla cura radicale annunciata da Padoa Schioppa - ma guardiamo con fiducia la prospettiva delle decisioni da prendere in campo economico». Le misure del governo, ha detto-Rutelli, non saranno mirate «solo al risanamento, ma avranno anche una parte fondamentale relativa allo sviluppo e all'equità sociale, Sia nel Dpef sia nella Finanziaria ci saraiino misure dense di novità positive. C'è tutto il nostro impegno per politiche di risanamento dei conti, ma volte anche a restituire fiducia alle famiglie, alle imprese e vitalità all'economia».
Rutelli si dice fiducioso ma avverte: No ai tagli alla cultura
Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha espresso la sua opposizione al taglio della cultura nel quadro della manovra di correzione dei conti pubblici. Rutelli ha sottolineato che la cultura è stata ridotta ai minimi termini e che è necessario rilanciare l'industria culturale italiana, che è stata penalizzata. Il ministro ha anche affermato che il governo ha assunto la leadership del turismo con un vice-premier impegnato sul fronte dei Beni Culturali. Rutelli ha detto che le misure del governo saranno mirate al risanamento, ma anche allo sviluppo e all'equità sociale. Il governo ha annunciato misure dense di novità positive nel Dpef e nella Finanziaria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo